Google ferma Apple contro Motorola

E' la cessione dei diritti di alcuni brevetti a Google, a fermare la Apple contro MotorolaE’ Google a fermare Apple nella sfida che la vede contrapposta in una serie di cause contro la Motorola. E’ il colosso fondato da Larry Page e Sergey Brin a fare paura alla “Mela”, rivale da sempre della Microsoft e in disputa continua con Motorola per una questione che riguarda la violazione di alcuni brevetti. Quello che si profilava come uno scontro tra due giganti è arrivato ad uno stop a causa di un cambio di prospettiva: Motorola ha ceduto il controllo di alcuni diritti proprio a Google. A questo non rimane che contrapporsi direttamente a quest’ultimo. Ma l’Apple dice “no” ed ha presentato un’istanza al fine di annullare i procedimenti in corso.

L’istanza legale era partita in seguito alla violazione da parte di Motorola di alcuni brevetti: l’azienda avrebbe lanciato un telefono che avrebbe avuto una “sospetta somiglianza” con l’iPhone: il Droid. Apple aveva allora deciso di intentare una causa, ma la notizia dell’acquisizione da parte di Google di Motorola Mobility ha messo fine, almeno per il momento, a questa possibilità. Il comunicato diffuso ieri parla chiaro: è Google a dover dare il consenso, perché i diritti sono stati ceduti proprio all’azienda di Mountain View.

E così la lotta fra giganti si arresta: Apple teme Google? Sembra proprio di si. Sembra voler evitare uno scontro diretto. Intanto si attende di capire come procederanno gli eventi per la cause in corso tra Motorola e Apple. Anche quest’ultima ha infatti denunciato l’azienda di Cupertino per  “violazione di brevetti” con IPhone, iPod, iPad ottenendo come risposta la controdenuncia in questione. Una sfida molto importante perché riguarda la proprietà intellettuale di prodotti che hanno avuto un successo planetario. Adesso la decisione di archiviare il procedimento. Ricordiamo inoltre che l’azienda di Cupertino è impegnata in diverse cause anche contro Samsung che l’ha denunciata per aver violato alcuni brevetti con iPhone4.

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Nintendo 3Ds: tutte le novità

Presentate ieri tutte le novità riguardanti la la Nintendo 3Ds da Satoru IwataLe novità annunciate da Nintendo per il suo Nintendo 3Ds, durante la conferenza stampa di ieri giungono dopo un periodo di crisi del dispositivo che ha registrato un  numero bassissimo di vendite, tanto che la casa giapponese ha deciso svenderlo al 40% in meno. Eppure la tecnologia in 3D doveva essere quella che avrebbe portato il nuovo dispositivo ad avere un boom di vendite: invece così non è stato. Allora durante la conferenza stampa di ieri sono state annunciate moltissime novità che riguardano non solo il Nintendo 3DS, ma anche la WII.

Le più importanti riguardano il fronte tecnologico ed il design del Nintendo 3DS: la casa giapponese ha decido infatti di proporlo in due nuovissimi colori: un rosso metallizzato, (pensando al Natale che si avvicina) e un altro in rosa (tutto dedicato alle ragazze). Il Tokio Game Show 2011 non poteva che esser occasione appropriata per sviscerare i dettagli e le novità del dispositivo da parte di Satoru Iwata.  Sul fronte tecnologico il Nintendo 3Ds presenterà la possibilità di registrare video in 3D attraverso l’aggiornamento del firmware che sarà disponibile tra poco: bisognerà aspettare il mese di novembre. Tutto questo sarà possibile grazie alla fotocamera presente sul dispositivo. Anche i video potranno essere visti in modalità 3D senza bisogno degli occhiali.

Le novità della Nintendo 3Ds non finiscono qui: Iwata ha annunciato il lancio di nuovissimi giochi per la consolle portatile. Gli appassionati di Mario potranno gioire perché saranno lanciati molti titoli a lui dedicati: Mario Kart 7 (uscita prevista per il 7 novembre ) e Super Mario 3D Land (che uscirà il 2 dicembre). Il lancio di nuovi giochi è previsto per tutto il 2012 ( tutti in grafica 3D): il Mario Tennis o Luigi’s Mansion 2, The Legend of Zelda e Fortune Street per WII. Una politica di rilancio per una consolle che doveva essere il fiore all’occhiello per la Nintendo e si è invece rivelata in vero flop: staremo a vedere come sarà accolta.

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Ebay si trasforma in un centro commerciale online

Ebay si trasforma: da sito di aste a centro commerciale on lineEbay compie dieci anni e ha pensato ad un’iniziativa per festeggiare questo traguardo storico: trasformarsi in un centro commerciale on line. Dal sei ottobre si cambia registro dunque: niente aste, niente più offerte, ma la possibilità di comprare oggetti delle grandi marche a prezzo fisso. Una piccola rivoluzione che parte dalla decisione di estendere i servizi offerti agli utenti. E così il sito diventato popolarissimo, assume l’aspetto di un vero e proprio outlet a tutti gli effetti. Ma come funzionerà?. Proporrà articoli di grandi marche, di vari settori,  a prezzi molto scontati fino al 30% o 40% in meno (per cui non ci sarà asta su questo tipo di oggetti). Le offerte saranno almeno due al giorno: un’occasione unica per quanti amano fare shopping online. Potranno raggiungere un massimo di 21 a settimana.

Così anche Ebay cambia assumendo il profilo dei grandi centri commerciali che vendono merce scontata a prezzo fisso, senza la possibilità di fare offerte, diversamente da quanto succede con il sistema delle aste. Anche se il sistema prevede due tipi di pagamento: quello ad asta (per il quale bisogna fare offerte) e il “compralo subito” con il quale viene già stabilito il prezzo dell’oggetto che può essere acquistato immediatamente senza dover aspettare la scadenza dell’asta. Sugli oggetti delle grandi marche, in vendita dal sei ottobre, partirà un ulteriore meccanismo di vendita: prezzi scontati anche del 40%, ma fissi; Non si prevede per questo tipo di merce il meccanismo dell’asta on line.

Una bella novità che vuole portare nuove opportunità agli utenti Ebay che avranno a disposizione un centro commerciale a tutti gli effetti in cui comprare oggetti a prezzi competitivi. Il sito ha preparato una pagina dedicata http://deals.ebay.it/ in cui gli utenti potranno cercare il meglio delle offerte presenti sul mercato. Un bel colpo dunque che conferma come Internet rappresenti una grande occasione per operatori e consumatori.

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Volkswagen e Suzuki: è la fine dell’intesa

Volkswagen e Suzuki: è divorzio. L'annuncio fatto durante la conferenza stampa ieri dal Presidente della casa giapponese.L’accordo tra la Volkswagen e Suzuki è ormai agli sgoccioli: i rapporti si sono così deteriorati che il Presidente della casa giapponese ha parlato di intesa non più possibile. Sembra che ormai non ci sia più nessuna possibilità di salvare l’intesa, tanto che i vertici delle rispettive aziende non si scambiano neppure più la parola. L’annuncio arriva a quasi tre anni da quell’accordo che avrebbe dovuto portare vantaggi ad entrambe. Invece così non è stato e la casa nipponica si è vista costretta a fare un passo indietro. Durante la conferenza stampa tenutasi ieri il Presidente della Suzuki ha utilizzato il termine “divorzio” utilizzando frasi abbastanza esplicite sul legame con l’azienda tedesca: “E’ solo un peso”.

La goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso è stato l’accordo con la Ferrari da parte dell’azienda giapponese (che ha fatto infuriare i vertici della Volkswagen), per la fornitura di motori diesel. I tedeschi non hanno perso tempo, hanno lanciato l’ultimatum alla Suzuki affinché corresse ai ripari, ma la casa nipponica non ha voluto rinunciare all’accordo con l’azienda italiana. Cos’ il matrimonio è naufragato: tra accuse reciproche. Ma quanto annunciato da Suzuki non sembra trovare l’accordo degli “alleati” tedeschi che fanno sapere che la Volkswagen non venderà la quota Suzuki che è del 19,9%.

Insomma la Ferrari fa concorrenza ai tedeschi e contribuisce al divorzio: anche se questo è solo l’ultimo di tanti episodi. Una volta risolto il problema della separazione tra le due case produttrici, si potrebbe profilare una partnership molto interessante della Ferrari con la Suzuki, la quale nel corso del 2010 ha avuto ottimi risultati sul piano delle vendite. L’accordo tra i tedeschi e i giapponesi era iniziato con tanti progetti e l’idea di ampliare l’offerta, incrementando la produzione delle auto elettriche è invece terminato in una bolla si sapone, con 1,7 ,miliardi di euro in ballo.

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Amazon: nuovo abbonamento flat per gli e-book?

Amazon sta valutando di lanciare un nuovo abbonamento flat per gli e-bookAmazon si appresta a lanciare un nuovo abbonamento flat che riguarderebbe gli e-book: buone notizie per chi ama la lettura digitale dunque. Ad annunciarlo è il Wall Street Journal che non spiega bene tutti i dettagli dell’iniziativa che farebbe contenti vorrebbero avere un accesso semplificato ai contenuti digitali. Ma come? L’idea sarebbe quella di replicare un po’ i modelli tariffari diffusi per la navigazione in Internet ad esempio o per la visione in streaming. Una sorta di abbonamento flat che una volta attivato permetterebbe agli utenti di scaricare qualsiasi libro dietro un corrispettivo mensile. L’idea potrebbe essere buona, in quanto tesa a creare una formula più semplice per accedere agli e-book.

L’idea di Amazon potrebbe essere accolta con molto favore dagli utenti, in quanto questo consentirebbe a quanti amano dedicarsi alla lettura degli e-book di risparmiare in tempo e denaro, senza doversi preoccupare, ogni volta che desiderano un nuovo e-book, di doverlo acquistare: basterà solo visionare i titoli in catalogo e scaricare quello desiderato.. Si tratta di un progetto che sarebbe ancora in fase di valutazione ma che avrebbe buone probabilità di essere realizzato. La distribuzione digitale non potrebbe che favorire un settore come l’editoria digitale che non ha ancora conosciuto una grande diffusione.

Come avviene con Netflix gli utenti pagherebbero 79 dollari all’anno e potrebbero avere una visione illimitata di film ed un prestito limitato o illimitato (non è ancora chiaro) di e-book, sfruttando Amazon Prime. Per il momento la possibilità di abbonarsi sarebbe disponibile solo in America. Se per gli utenti potrebbe rivelarsi una buona opportunità non tutti gli editori sembrano d’accordo, in quanto in questa formula non vedono margini di guadagno. Le indiscrezioni trapelate sono ancora poche ma il Wall Street Journal fa sapere che Amazon sta trattando per raggiungere un accorso con gli editori. L’idea sarebbe quella di iniziare con un  numero limitato di titoli in catalogo per poi ampliarlo gradualmente.

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Toyota presenta la nuova Yaris: potente e tecnologica

La nuova Toyota Yaris sarà presentata al Salone di FrancoforteToyota ha presentato la nuova Yaris che si presenta come un gioiello di tecnologia e innovazione. La casa giapponese ha deciso di cambiare molte cose in quest’auto che in Europa ha avuto un’accoglienza straordinaria, rappresentando il cavallo di razza delle vendite, raggiungendo in poco più di sei mesi quasi il 26%. Il nostro Paese ama molto la Yaris tanto che in Italia si raggiunge un tetto del 43% di vendite. Quali sono i punti di forza della nuova Yaris? Il suo essere solida e potente completamente rinnovata nel design. La Toyota punta su questa autovettura per espandere il proprio mercato e ne propone una nuova versione che risulta molto più spaziosa all’interno con un maggior comfort che i passeggeri che siedono dietro. Migliorare l’abitabilità di un veicolo significa renderlo più appetibile così sono stati ridotti gli spessori dei sedili per acquisire più spazio.

La nuova Toyota Yaris punta sulla tecnologia digitale con un sistema multimediale invidiabile con il quale è possibile fare quasi tutto, anche inviare messaggi dal proprio cellulare. Una macchina che punta sui social network e permette anche di collegarsi a Facebook o ricevere le previsioni meteo grazie ad un display touch screen comodissimo. Una piccola rivoluzione che dimostra come i tempi siano cambiati. Sistema usb, Bluetooth, radio completano la dotazione facendone un’autovettura davvero particolare.

La terza Yaris si presenta rinnovata anche nel design più tonda e attrezzata sul fronte della sicurezza con 7 airbag e i controlli elettronici di stabilità. C’è la possibilità di controllare i limiti di velocità e di rilevare i punti di interesse attraverso il navigatore satellitare. E’ disponibile sia in versione benzina che diesel con tre motori L’occasione per vederla sarà il prossimo Salone di Francoforte che si aprirà il 15 settembre. Per acquistarla bisognerà aspettare il 15 ottobre quando sarà lanciata sui mercati. I prezzi variano a seconda delle dotazioni quello di base è di poco più di 11mila euro.

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Windows 8: maggiore velocità in fase di avvio

Windows 8, il nuovo sistema operativo di Microsoft sarà più veloce in fase di avvioLa Microsoft annuncia che tra le novità di Windows 8, il sistema operativo che sostituirà il “Seven”, ci sarà la maggiore velocità all’avvio. Steven Sinofsky spiega come funzionerà e come potranno essere migliorate le sue prestazioni in fatto di velocità. Gli sviluppatori della Microsoft hanno deciso di fare proprio quest’obiettivo ascoltando le esigenze degli utenti. Uno dei problemi connessi ai sistemi operativi attuali è proprio quello di dover aspettare un bel po’ prima di poter operare sul pc, in fase di boot. Questo problema dovrebbe scomparire con il Windows 8. Ma come hanno pensato di risolvere la situazione?

L’idea è quella di sfruttare in fase di avvio del sistema operativo Windows 8, la stessa procedura di cui ci si avvale per l’ibernazione. Sarà uno sorta di sistema intelligente che permette di lasciare il sistema in ibernazione soft, quando il sistema viene arrestato Cosa succederà all’avvio? Il sistema impiegherà pochissimo per riavviarsi perché i dati saranno letti in pochissimo tempo. Una novità importantissima che non mancherà di suscitare l’entusiasmo di tutti gli utenti che non sopportano la lentezza di sistemi operativi tradizionali. Windows 8, rispetto a Seven dovrebbe vedere dunque notevolmente migliorate le sue prestazioni in fatto di velocità. Nel caso sarà possibile, ove lo si desiderasse, disattivare manualmente il nuovo meccanismo per riavviare velocemente il pc.

Tra le tante novità questa è sicuramente quella che contribuirà alla diffusione di Windows 8, in quanto quello della lentezza in fase di avvio è uno dei problemi maggiormente avvertiti da quanti quotidianamente lavorano con il personal computer. Microsoft come sempre dallo sguardo lungimirante ha saputo individuare le debolezze e farne un punto di forza, al fine di migliorare costantemente i propri prodotti. Ed ecco che con intelligenza e creatività ha saputo realizzare un sistema che ha come scopo quello di soddisfare il bisogno degli utenti, unendo due cose importanti: la volontà di risparmiare energia e la necessità di riavviare il pc più velocemente.

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Apple non da garanzia, Antitrust indaga

Il simbolo della Apple riproposto in tante varianti

Apple da poca garanzia ai suoi prodotti. La garanzia di qualità che per legge deve essere di 2 anni, per Apple è abbassata ad uno. E, ovviamente, i consumatori aprono una bella polemica.

A sostenerlo la CRCTU, il Centro Ricerca e Tutela Consumatori ed Utenti che si è accorto del presunto raggiro. Che spiega che sempre più consumatori si stanno arrabbiando e continuano nella segnalazione del non rispetto della legge italiana da parte di Apple.  Sembra che il problema derivi da i distributori italiani che non sono ancora stati in grado di adeguarsi alla normativa. Anche se non si tratta proprio di una legge dell’ultimo minuto, ma è in vigore nel nostro Paese da diversi anni.

Apple attraverso i rivenditori del Trentino Alto Adige spiega le sue ragioni: L’azienda non viola le norme perché in realtà la norma prevede che il primo anno le riparazioni siano eseguite dal produttore, mentre nel secondo dal rivenditore. E allora dov’è la ragione?

Il problema è che nel secondo anno di garanzia, la Apple non è di supporto ai rivenditori, che nel caso delle riparazioni che hanno necessità di sostituire dei pezzi, devono farselo pagare dal cliente, per non rimetterci di tasca propria. E quindi chi ci rimette alla fine sono sempre i consumatori, ultimi nella catena alimentare del commercio.

Interviene anche il Garante della Concorrenza del Mercato, la AGCM, che chiede a tutti i consumatori di segnalare le eventuali anomalie sulla garanzia, in modo da ottenere un numero importante di persone per inoltrare una eventuale azione legale intervenendo direttamente sul problema.

Dal canto nostro non ci resta che aspettare, sperando che prima o poi si riesca a tutelare il cliente, l’utente che fa in modo che Apple sia un’azienda leader del mercato. A meno che non si compri i prodotti da sola… auto finanziandosi.

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Yahoo e Aol, prossimi alla fusione ?

Il simbolo di Yahoo la società sta perdendo colpi e Aol le fa la corte

Yahoo e Aol potrebbero unirsi in un matrimonio virtuale e non solo. Dopo la perdita di Carol Bratz che comunque non se n’è andato a mani vuote, Yahoo cerca una fusione per restare a galla dopo le innovazioni di Google.

Bratz è stato gentilmente cacciato dall’azienda che comunque gli ha permesso di presentare le dimissioni e di prendere un sostanzioso assegno di buona uscita di ben 14 milioni di dollari. Amstrong, amministratore delegato di Aol, ha messo gli occhi addosso a Yahoo diverso tempo fa. Ma Bratz non aveva accettato le sue lusinghe. Adesso che se ne è andato, Amstrong torna alla carica e spera di poter trovare un accordo ai fini di una collaborazione, ma anche di una fusione. Un vero e proprio matrimonio mediatico nella mente di Aol che cambierebbe il mondo del web.

Le cose starebbero così: Yahoo comprerebbe Aol e Amstrong diventerebbe il CEO del frutto di questa fusione. Ma Yahoo che ne pensa? Indiscrezioni dicono che non sarebbe poi molto entusiasta. Yahoo ha un capitale sociale di 18 milioni di dollari, Aol meno di 2. La più potente tra le 2 società non crede quindi che con l’acquisizione di Aol di poter tenere testa a Facebook e Google coloni indiscussi del web.

Certo è che anche Yahoo ha perso molto. Poco tempo fa la società valeva 80 milioni di dollari. Adesso 18. Non è una differenza da poco. Che gli convenga accettare il corteggiamento di Aol per evitare di finire tra le ultime in lizza per il dominio della rete? No sarebbe la prima offerta che Yahoo rifiuta. A parte la prima da parte dello stesso Armstrong, Yahoo aveva ricevuto un’offerta di compravendita da parte di Microsoft che la voleva acquisire per 47 milioni di dollari. E Yahoo non accettò. Adesso qualcosa deve pur succedere.

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Bloccata la vendita dei Galaxy Tab in Germania

La decisione è ufficiale, bloccate le vendite del galaxy tab in Germania, troppo simili all'ipad 2

Una sentenza importante per il mondo dell’informatica è stata presa oggi a Dusseldorf, città della Germania. Tale decisione influenzerà non poco le sorti del mercato europeo e risolverà la disputa che da tempo si sta portando avanti tra Samsung e Apple: la casa di Cupertino ha cercato di bloccare più di una volta la vendita del Galaxy Tab 10.1 in America ed Europa accusando la casa coreana di aver copiato il brevetto di design dell’azienda americana. Depositato già nel 2004, infatti, il design del tablet della Mela riproposto poi nell’iPad 2 era stato copiato, secondo l’accusa, dalla Samsung nelle recenti produzioni.

Il tribunale di Dusseldorf oggi ha quindi confermato l’ingiunzione preliminare emessa all’inizio di agosto a favore di Apple: tutte le vendite e le messe in commercio del Galaxy Tab 10.1 saranno bloccate in Germania, dove si concentra il più grande bacino del mercato europeo. La condanna è arrivata ancor prima dell’America, dove ancora si dibatte per il reale danno subito dalla Mela, che dovrebbe presentare quanto prima dei dati che riportino dei numeri insufficienti a testimonianza del danno provocato dall’azienda coreana. Il giudice tedesco nell’emettere la sentenza ha stabilito che altri design erano certamente possibili per la Samsung.

Per quanto riguarda il resto dell’Europa, però, la Germania non è potuta intervenire: la corte tedesca non ha una così forte capacità di embargo per impedire la vendita e quindi per ora in Italia si potrà continuare ad acquistare il Galaxy 10.1 e l’iPad2. Nel frattempo però all’Ifa2011 di Berlino è stata bloccata la possibilità di mostrare nuovi modelli del tablet coreano, come ad esempio il Tab 7.7. La difesa ha subito replicato facendo notare che questa decisione limiterà la decisione del consumatore tedesco, costretto ora ad interfacciarsi con un mercato di monopolio gestito da Apple: presto ci sarà un nuovo appello all’Alta Corte.

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Mozilla, arriva il contrattacco ai certificati non SSL

Mozilla favorisce i certificati SSL

Le tecnologie di oggi sono state piegate dalle recenti vicende legate a Diginotar: molte realtà sono state piegate sotto la morsa del pericolo informatico che necessariamente deve migliorarsi. Ecco quindi che ora come non mai viene suggerito a tutti l’utilizzo dei certificati SSL così da innalzare non solo il livello di sicurezza, ma anche per evitare problematiche eccessive. Tutti gli utenti di Mozilla Firefox, ad oggi ritenuto uno dei browser più consistenti e fruibili nel mondo di internet, hanno però notato che Diginotar è stato immediatamente bloccato: tutti i suoi certificati infatti sono stati immediatamente messi fuori uso. Successivamente Firefox ha affrontato la vicenda andando a contattare in modo diretto tutte le società che rilasciavano questo tipo di certificati.

Mozilla ha quindi deciso di regolarizzare tutti i certificati imponendo delle regole base per la gestione e il rilascio degli stessi certificati. La richiesta, e il requisito minimo richiesto, riguarda la sicurezza delle infrastrutture utilizzate dalle singole CA. Il tempo per mettersi in regola è di una settimana e tutte le Certificate Authority dovranno regolarizzarsi: nel caso in cui dovessero esserci problemi Mozilla avrà il permesso di estromettere dalle sue strutture le CA che non riterrà ben protette.

Questo ovviamente avrà ripercussioni sull’utente finale, sul consumatore: in parole povere Mozilla bloccherà l’accesso ai siti che si troveranno con una CA non valida così da impedire all’internauta di navigare in quelle determinate pagine. Il browser quindi avviserà con un alert l’impossibilità di procedere la navigazione. Molti sono favorevoli all’iniziativa, altri, senza paura della sicurezza, temono di vedere i propri siti oscurati. La situazione però non sembra essere risolta così, tant’è che Diginotar si ritrova nella Adobe Approved Trust List e quindi lo stesso Adobe, per tutte le sue applicazioni, procede all’utilizzo di questi certificati che per Mozilla sono attualmente invalidi.

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Carol Bartz licenziata: nuovo CEO per Yahoo!

Nuovo CEO per Yahoo!

Carol Bartz è stata licenziata dal suo incarico CEO di Yahoo! dai vertici della Board of Directors dell’azienda che unanimemente hanno deciso di sostituirla da un consiglio guidato da Timothy Morse.

La notizia è stata resa nota tramite un recente comunicato stampa. Sembrerebbe un’azione improvvisa, senza alcun preavviso vista la sorpresa con cui la diretta interessata ha reagito alla notizia : “sono molto dispiaciuta nel dirvi che sono stata licenziata per telefono dal chairman di Yahoo!” ha dichiarato in una mail mandata ai dipendenti.

Sembrerebbe che la principale motivazione di questa improvvisa decisione ci sia il cattivo lavoro svolto e quindi la relativa mancanza di profitti.

Carol Bartz copriva il ruolo di CEO dal 2009 (subentrata all’ex CEO Jerry Yang). Già allora dovette prendere decisioni importanti riguardo al taglio dei costi e del personale per “snellire” il colosso di Sunnyvale.
Già allora molti criticarono la decisione di questo taglio, che causò la perdita di molte note personalità molto utili per lo sviluppo di Yahoo!

Ora l’azienda sarà portata avanti (ma solo ad interim) da Timothy Morse affiancato da un Executive Leadership Council che si occuperà di tutte le faccende “quotidiane” dell’azienda..
Questa decisione fa capire che Yahoo! ha ancora le idee poco chiare su chi sarà a guidarla verso il futuro. Una cosa è certa: se andrà avanti come in questi ultimi anni, l’azienda sarà sicuramente messa in vendita (come già molte voci annunciavano).

C’è da dire, però che i mancati profitti siano dovuti non soltanto ad una cattiva gestione interna, ma anche ad una scarsa innovazione nel campo di servizi offerti dalla concorrenza (prima tra tutte Google che sta diventando sempre più leader del web globale) infatti è da molto che Yahoo! non offre novità o aggiornamenti dei vecchi servizi che rimangono indietro rispetto al mercato

L’unica soluzione rimane un radicale cambiamento nelle strategie di mercato e nell’innovazione di nuovi servizi per gli utenti.

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Globaleaks: Crea il tuo wikileaks

globaleaks

Solo ieri abbiamo parlato di Wikileaks e della sua decaduta dovuta ai suoi rivali e alla poca sicurezza degli informatori, la cui privacy è compromessa e della possibilità in futuro che venga sostituito da altri siti. Ebbene dalla Germania è giunta notizia della creazione di Globaleaks, ovvero un sito web che permette a chiunque di creare il proprio Wikileaks a costo zero.

In pratica si sta cercando una soluzione per la “Public Disclousure” delle informazioni tenendo comunque conto del modello Wikileaks, ritenuto a grandi linea il sostenibile. In altre parole un gruppo di Hacker di diversi paesi si sono coalizzati nella creazione di un nuovo software open source che sfrutti un WiKi e Launchpad. La vera novità sta nel fatto che ogni membro ha lo stesso ruolo, anche se con compiti diversi. Questi utenti sono chiamati Random Globaleaks Contributor. In aggiunta ci sono anche tre livelli di amministrazione del sito: Administrator (creatore e gestore di una branca Globaleaks), Whisteblower (colui che fa uscire le informazioni riservate) e infine il Target (che identifica a chi saranno rivolte le informazioni).

Tutti sappiamo che Wikileaks è nata sul web anche per la facilità di ricezione di documenti (che sono sempre digitalizzati) utilizzando metodi che avrebbero dovuto garantire l’anonimato al loro diffusore. Purtroppo l’affidabilità dei cablogrammi non è andata affatto bene.

Globaleaks vuole partire proprio con la soluzione a questo problema: ovvero eliminare la “centralizzazione” e creare un sistema “delocalizzato” con l’utilizzo di sistemi che garantiscano l’anonimato (Tor, gli Hidden Services di Tor ed il proxy Tor2Web). La struttura di Globaleaks è stata creata in modo tale da ottimizzare al massimo la qualità e la distribuzione delle informazioni con la massima sicurezza in fatto di privacy. Sembra sia questo il futuro di Wikileaks: non più un solo grande sito ma tanti piccoli gruppi legati insieme da un “sito madre”.

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Toshiba FlashAir, nuova memory card Wireless

Toshiba presenta la nuova memory card Wireless, un card molto interessante per tutti coloro che vogliono trasferire le proprie foto o altri file ancora più velocemente.

Toshiba FlashAir, la nuova memory card wireless, disponibile da 99 dollari

La Toshiba non smette mai di stupire e ora lo fa con delle schede di memoria che, oltre alle classiche funzionalità, danno a chi le possiede la possibilità di trasferire i dati via WiFi, senza aver bisogno di un access point al quale ricorrere. Si tratta di un ottimo strumento che potranno usare tutti coloro che hanno bisogno di trasferire, ad esempio, foto o video e vogliono farlo in maniera veloce, tramite un computer o un netbook, ad esempio. Sarà infatti possibile usare la scheda di memoria FlashAir, questo il nome che la Toshiba ha datto alla sua ultima idea, con tutti i propri strumenti tecnologici, inclusi gli smartphone.

L’arrivo sul mercato di queste schede di memoria WiFi è previsto per il prossimo mese di febbraio. Il costo non è ancora stato definito con precisione ma dovrebbe aggirarsi sui 90 dollari circa per una memoria WiFi da 8 GB, sufficienti per contenere un buon numero di foto ed anche di video. Ma che differenza c’è con le normali schede SDHC? Praticamente possiamo dire che si tratta della stessa scheda di memoria con in più la capacità di trasmettere i dati via Wireless.

Tale capacità è a due vie, nel senso che sarà possibile trasferire i dati sia attraverso la rete che attraverso due strumenti diversi, come due macchine fotografiche, al fine di condividere le stesse foto. FlashAir supporterà tutti i più noti protocolli di sicurezza, al fine di garantire un trasferimento dati realmente sicuro, come WEP, WPA e WPA2. Sicuramente l’obiettivo principale per il quale questa nuova scheda di memoria nasce è quello di fornire, a chi ne ha bisogno, uno strumento per trasferire i propri file ancora più velocemente, oltre che su PC o macchine fotografiche, anche sul proprio account Facebook o su un servizio di Cloud. Le potenzialità sono praticamente illimitate.

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Guadagnare soldi con Associated Content di Yahoo!

Pensate come sarebbe appagante condividere i propri elaborati con un pubblico online di centinaia di milioni di persone che visitano alcuni dei siti più popolari al mondo. Non è un sogno, questo può essere possibile iscrivendosi a Associatedcontent.com di Yahoo!.
Associated Content di Yahoo
La rete di collaboratori Yahoo! consente a scrittori, fotografi e operatori video  di condividere le proprie conoscenze e la propria passione con centinaia di milioni di persone in tutto il mondo.
Il sistema è semplice: basta iscriversi alla community, scegliere i temi di discussione dal Desk di assegnazione di Yahoo!, realizzare gli elaborati usando strumenti e risorse messe a disposizione del portale  e guadagnare pubblicando i propri progetti su Associated Content e altri siti Yahoo!. La rete Yahoo!, che annovera, tra gli altri,  Yahoo! News, Sport Yahoo!, Yahoo! Finanza, Omg, Shine e Associated Content, raggiunge oltre 600 milioni di visitatori unici ogni mese.
I pagamenti saranno conteggiati in base ad assegnazioni esclusive e bonus di risultato basati sul traffico ricevuto sui propri lavori.
Inoltre, i collaboratori potranno presentare domanda per il programma speciale Yahoo! Featured Contributor, destinato a redattori esperti valutati in base alla propria storia personale e all’energia della propria scrittura. I requisiti per l’accesso al programma sono esperienza (comprese certificazioni accademiche e / o formazione professionale, in alcuni settori), entusiasmo ed eloquenza. La notifica sull’accettazione della richiesta sarà recapitata entro due settimane dalla compilazione della domanda. Se si sarà accettati, si riceverà una speciale etichetta sul proprio profilo di collaboratore e si inizieranno a ricevere immediatamente più incarichi relativi alla propria area tematica che permetteranno di guadagnare di più. Le categorie su cui attualmente è attiva la ricerca sono Automotive, Entertainment, Finanza, Salute, Stile di vita, Politica, Sport, Tecnologia e Viaggi. Associatedcontent.com è in inglese.
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