Wikileaks è in difficoltà. Il famoso sito che pubblica dati, documenti e testimonianze segrete sembra essere arrivato alla conclusione. O ci sarà qualche sorpresa in grado di rilanciare le sorti delle pagine che per diversi mesi hanno tenuto con il fiato sospeso i politici di mezzo mondo?
Wikileaks è in difficoltà. Il famoso sito che pubblica dati, documenti e testimonianze segrete sembra essere arrivato alla conclusione. In questo periodo il sito è messo in difficoltà proprio dai suoi ex-amici: sono infatti sono i più famosi giornali mondiali (un tempo “client” del sito) a depistarlo. L’episodio avvenuto in questo periodo, ovvero la pubblicazione della password d’accesso ai dati segreti utilizzata dalle principali testate giornalistiche da parte di un giornalista del Guardian su un suo libro, è solo l’ultimo episodio contro il sito.
Anche la stampa mondiale ormai si è accodata ai pareri negativi governativi (direttamente coinvolti nei contenuti dei files segreti pubblicati) nei confronti di Wikileaks. Eppure un tempo c’era una sintonia perfetta tra “fornitore” (Wikileaks) e “clienti” (testate giornalistiche). Perchè questo è cambiato? Sicuramente hanno contribuito i pareri dei governi mondiali che hanno preso una posizione unanime nei confronti di Assange e vogliono che sito e fondatore vadano fuori dalla scena. Sono molteplici i tentativi “legalizzati” per togliere di mezzo Assange (basti pensare all’ormai passato caso di duplice stupro di cui è stato accusato, sul quale vige ancora molta confusione).
Wikileaks però reagisce a questa situazione spiacevole: sono stati pubblicati, infatti, migliaia di documenti (251mila) un tempo segreti, senza alcun filtro: chiunque può visionarli e, anzi, pare che Wikileaks abbia chiesto ai propri utenti di segnalare e “catalogare” i documenti più interessanti per accelerare l’iter di diffusione. Il governo americano ovviamente si è prontamente dissociato sulla veridicità e provenienza dei documenti, accompagnato dalle critiche di parte dei giornali che protestano nei confronti della consultabilità del dati senza alcuna barriera.
Ma oramai un obiettivo Assange e il suo sito lora hanno raggiunto, scatenando una reazione a catena dimostrando il potere del web e della sua capacità di diffondere notizie. Una cosa è certa: anche se il sito dovesse chiudere, prima o poi verrà sostituito da altre fonti similari.