Ormai è certo: tra venerdì e sabato Uars, il satellite della NASA, pioverà sull’Italia

Ormai è certo: tra venerdi e sabato Uars, il satellite della NASA, pioverà sull'ItaliaEbbene si,  è arrivato finalmente il momento, per il vecchio satellite, di andare in pensione.  Sulla base degli ultimi eventi e delle previsioni stimate circa l’entrata di Uars nell’atmosfera e la sua possibile caduta sul pianeta Terra è stato oggi appositamente convocato il  Comitato Operativo Nazionale della Protezione Civile secondo il quale il satellite entrerà nell’atmosfera terrestre nelle prossime 48 ore, per la precisione intorno alle 13.00 di venerdì  e concluderà il suo viaggio intorno alle ore 5.00 di sabato. All’impatto con gli strati più densi della nostra atmosfera, secondo la NASA, il vecchio gigante, del peso complessivo di 6,5 tonnellate, esploderà ma senza disintegrarsi del tutto: rimarranno,infatti, 26 frammenti, del peso complessivo di circa 532 chili, che cadendo si distribuiranno su una striscia lunga circa 800 chilometri. Il frammento più grande, probabilmente composto di alluminio, avrà una massa di 158 kg e toccherà il suolo con una velocità di 158 km/h mentre gli altri, più piccoli e meno veloci, saranno composti principalmente di titanio e berillio.

Studiando la traiettoria finora seguita dal satellite spaziale è stata identificata una fascia dell’Italia settentrionale di circa 200 km che potrebbe essere interessata dalla “pioggia di frammenti” e che comprenderebbe il Piemonte, la Liguria, la Valle D’Aosta, la Lombardia con le province autonome di Trento e Bolzano e, ancora, parti dell’Emilia Romagna (Piacenza e Parma), del Veneto (Verona, Vicenza, Belluno, Treviso) e del Friuli Venezia Giulia (Pordenone e Udine). Purtroppo soltanto 40-50 minuti prima dell’impatto l’area interessata  si restringerà ad una decina di chilometri  e alcune delle tante ipotesi diventeranno certezza; ciò significa che non sarà possibile predisporre un’evacuazione della popolazione. Nonostante tutto l‘Agenzia Regionale della Protezione Civile ha avviato una stretta e valida collaborazione col il Comitato Regionale per l’Emergenza il quale provvederà, secondo gli accordi prestabiliti, a monitorare passo dopo passo l’evoluzione del fenomeno e a tenere informati gli Enti anche dei più piccoli cambiamenti.

Dal momento, però, che non è ancora possibile escludere nessuna ipotesi si raccomandano 4 semplici regole da seguire affinché le cose si concludano nel migliore dei modi, ovvero: 1. non sostare all’aperto; 2. non permanere nei piani alti degli edifici; 3. porsi sotto architravi o murature portanti o nelle zone ad angolo delle proprie abitazioni e non al centro di solai; 4. in caso di ritrovamento di frammenti del satellite non avvicinarsi nè toccarli ma darne immediata comunicazione alle Autorità della Protezione Civile.

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iPhone 5 uscita in Italia : 4 ottobre la data prescelta ?

IPhone 5: il tanto atteso giorno della presentazione è vicino. Rumors farebbero pensare che si tratti del 4 ottobre.Ormai è quasi fatta. L’ultimissima creazione dell’Azienda di Cupertino sta per arrivare sotto gli occhi di tutti. La presentazione dell’iPhone 5, probabilmente il telefono più atteso del momento, molto probabilmente avverrà martedì 4 ottobre. A proporre tale data uno dei siti più importanti degli Usa, l’ AllThingsDigital, ritenuto tra i più autorevoli nell’anticipare notizie e tendenze delle tecnologie digitali. A rafforzare ancor di più tale ipotesi un’indiscrezione proveniente da un altro sito, il Boy Genius Report, che avrebbe avuto l’opportunità di visionare un documento nel quale la catena Best Buy comunica ai propri impiegati il lancio di un nuovo iPhone per la prima settimana di ottobre.

Più probabile ma ugualmente opinabile la possibilità che a presentare il nuovo gioiellino di casa Apple non sia Steve Jobs ma Tim Cook, il nuovo CEO subentrato in seguito al suo recente abbandono della scena legato a motivi  di salute. Se così sarà, Cook dovrà essere davvero grato al fondatore della Apple per avergli ceduto il posto in un momento così importante. Avrà in quest’occasione tutte le armi per presentarsi nel migliore dei modi e per dimostrarsi degno della fiducia di tutti i seguaci di casa Apple. Nonostante ciò colui che è stato fino a poco tempo fa l’unico e l’inimitabile condottiero dell’azienda di Cupertino potrebbe sorprenderci riprendendo, anche se solo per un attimo, il centro della scena per presentare qualche altro gioiello di casa Apple; magari un nuovo super iPod.

Stavolta nessuna certezza circa le novità dell’iPhone 5; eppure alcuni rumor lo descriverebbero con un uno schermo più ampio, uno chassis più sottile e forse bombato e ipotizzerebbero l’utilizzo, sul nuovo iPhone, del processore A5 già utilizzato in iPad 2. Certo è che basteranno poche settimane dopo la presentazione perché l’ultima creatura dell’ Apple venga immessa sul mercato e comincia a far parlare di sè. Adesso non ci resta altro da fare che aspettare.

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Anche i satelliti vanno in pensione: Uars lo farà cadendo sulla Terra

Un satellite dopo ormai vent'anni in orbita starebbe adesso per piovere sulla TerraAnche i grandi giganti che orbitano intorno al nostro pianeta prima o poi invecchiano. E’ proprio questo il caso di Uars (Upper Atmosphere Research Satellite), un signor satellite che la NASA lanciò nell’atmosfera nel 1991 per studiare l’atmosfera terrestre e in particolare lo strato di ozono. Costato 750 milioni di dollari, Uars era stato progettato per durare solamente tre anni, ma la sua missione fu ampiamente estesa dalla NASA fino a farla durare 14 anni e 91 giorni. Alla fine del 2005 l’agenzia spaziale decise di “mandarlo in pensione” perché ritenuto ormai obsoleto per cui i piccoli razzi propulsori del satellite furono azionati per un’ultima volta con lo scopo di sistemarlo in un’orbita che lo avrebbe fatto lentamente avvicinare alla Terra.

Esattamente a 6 anni di distanza sappiamo che la distanza tra il satellite e il nostro pianeta sta diminuendo gradualmente sempre di più e che, probabilmente, il 23 settembre sarà il giorno in cui il vecchio satellite entrerà nell’atmosfera terrestre provocando una spettacolare esplosione. L’impatto e il forte attrito con gli strati dell’atmosfera polverizzeranno il satellite, ma secondo molti esperti almeno 26 pezzi di medie dimensioni riusciranno a resistere e precipiteranno al suolo.

La NASA intanto non gli toglie gli occhi di dosso augurandosi che la caduta si verifichi in prossimità dell’oceano così da non provocare alcun danno qualora, anche uno solo dei 26 pezzi, fosse di rilevante entità. Per quanto però ci si sforzi di capire in che punto dell’atmosfera potrebbe avvenire l’impatto non lo si saprà  con certezza se non fino a due ore prima che avvenga. Se il satellite dovesse disintegrarsi in un punto del cielo sopra un’area abitata, appassionati e curiosi assisterebbero senz’altro a uno spettacolo molto suggestivo e potrebbero osservare i detriti che si incendiano mentre impattano contro l’atmosfera ma, se per caso, un pezzo di Uars atterrerà vicino casa, è assolutamente vietato toccarlo. NASA ed esercito degli Stati Uniti suggeriscono di chiamare le forze dell’ordine e di lasciare i pezzi dove sono. Qualsiasi detrito del satellite è infatti di proprietà del governo statunitense (e quindi non può essere venduto) e potrebbe per giunta essere radioattivo e pericoloso.

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La PETA lancia un pornosito per salvare gli animali

peta-campaigna di sensibilizzazione contro i maltrattamenti animaliLa PETA ha annunciato l’apertura di un dominio .xxx per sensibilizzare il pubblico sulle tematiche animaliste. Quello della PETA non è di certo il primo passo verso la pornografia, ha suscitato molto clamore già la scorsa estate con dei casting hot per una campagna pubblicitaria dallo slogan “I vegetariani lo fanno meglio“. Il porno sito debuttera a breve nel web e porterà avanti l’opinione che le donne e gli uomini “veggie“, possono offrire prestazioni migliori tra le lenzuola.

Per chi è a digiuno del modo di agire della PETA, è bene sottolineare fin da subito che il pornosito che lancerà non avrà contenuti zoofili, nessun animale sarà utilizzato per realizzare il sito. Si ipotizza che i contenuti sconci coinvolgeranno pornodive riprese in rapporti con ortaggi, materiale pornografico che vede giochi erotici dove oltre gli umani, saranno presenti frutta e verdura. Vi sembra ridicolo?

La PETA ha tutta l’intenzione di sfruttare l’osceno per attirare l’attenzione del pubblico e dei media, di certo ci sta riuscendo. Già da tempo l’organizzazione “People for the Ethical Treatment of Animals” (PETA), è stata accusata di sessismo. Ma i contenuti pornografici di questo dominio .xxx cosa potrebbero comprendere? Forse potrebbe esserci una sezione ricca di video shock, documentari e immagini che mostrano quanta crudeltà è praticata contro mammiferi, uccelli e bestiame. La PETA detiene già archivi di questo genere, allora quali saranno i contenuti pornografici in bella mostra? Per ora non è questo l’unico mistero. Al pubblico non è ancora dovuto sapere il nome del dominio che ospiterà questo mix di materiale pornografico destinato a sensibilizzare il pubblico sui numerosi problemi legati alla fauna globale.

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OS X Lion, a dare problemi sono le password

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Fin poco tempo fa, il più grande vanto di Apple era quello di offrire ai propri clienti un sistema operativo che non necessitava di antivirus, a questo proposito tra gli spot di Mac OS X si prendeva spesso in giro il sistema di sicurezza dell’azienda rivale Microsoft. Con Lion, lanciato sul mercato lo scorso luglio, le cose sembrano essere davvero cambiate.

L’ultima versione di Mac OS X ha messo in evidenza una grossa vulnerabilità per quanto riguarda la gestione delle password. E’ stato un blogger a lanciare l’allarme. Patrick Dunstan ha identificato il problema e l’ha evidenziato in un articolo sul cracking delle password di Lion. Sembra che mettere le mani sul “porta chiavi” di un utente Mac OS X 10.7 sia un’impresa più che facile.

Lion 10.7 presenta due grosse falle, in primis, Apple ha decido di permettere la rettifica della password del proprio computer senza un controllo preliminare, cioè, senza che prima il possessore del computer debba inserire la vecchia password. Quindi, come spiega Dunstan, chiunque può cambiare la password tanto non vi è alcun sistema di verifica: “Per cambiare la password dell’utente corrente basta usare: $ dscl localhost -passwd /Search/Users/nomeutente”". Un gioco da ragazzi!

La seconda falla coinvolge l’accesso agli hash delle password degli altri utenti registrati sul sistema. In altre parole, i file nascosti, sono accessibili a tutti, senza tenere in conto dei privilegi degli utenti cosìcché gli admin e i semplici utenti, si trovano ad avere le medesime possibilità di accesso. Nessuno si aspettava errori così banali da parte di casa Apple e certamente urge una patch risolutiva. Con i problemi legati alle password, è coinvolta la vulnerabilità di molte applicazioni, tra queste, in risalto c’è Skype per iOS. GLi utenti iPad e iPhone che utilizzano il client Skype sono vittime di una falla di tipo Cross-Site-Scripting. Apple ha affermato di star già lavorando su entrambi i fronti e quindi sarà presto disponibile al download un aggiornamento per Mac OS X 10.7 e iOS.

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iPhone5, pochi giorni al lancio

iphone, iphone5, apple iphone, smartphone appleNon è come nel 2010, questa volta foto indiscrete del prossimo cellulare di casa Apple non ce ne sono ma a quanto pare, manca davvero poco al debutto. Mentre la Samsung fa guerra all’Apple, sembra che entro le due prossime settimane lo smartphone più amato dal globo debutterà sul mercato.
Secondo una statistica inglese, i consumatori per averlo in anteprima sarebbero disposti a pagare 2 volte il prezzo intero dell’iPhone5. Se per l’iPad 3 bisognerà attendere fino al prossimo febbraio, tra pochi giorni sarà presentato al pubblico iOS 5, ovvero, il sistema operativo che accompagnerà il lancio di iPhone5.

La vera novità è che Apple potrebbe presentare al pubblico, non uno, ma ben due iPhone! Come è possibile? L’iPhone 5 sarà affiancato da un iPhone “xy” dalle dimensioni e dal costo più ridotto. L’azienda di casa Cupertino è stata fortemente criticata per l’assenza di uno smartphone destinato ad un pubblico medio. Non tutti i possessori di iPhone ne sfruttano a pieno le potenzialità e soprattutto, non tutti sono disposti a sprendere cifre esorbitanti per il prossimo melafonino, è proprio per questa fetta di mercato che Apple potrebbe rilasciare un sesto iPhone. Molti lo chiamano iPhone Mini, ma c’è anche chi azzarda l’ipotesi di un iPhone 4s lanciato insieme ad iPhone5.

La scelta del nome iPhone 4s, sarebbe coerente con la cronostoria dei rilasci Apple. L’iPhone 5 sarà equipaggiato di un sistema operativo iOS 5 e il medesimo processore dell’iPad2, l’A5, al presunto fratello minore, iPhone 4s (o iPhone Mini), spetterà un processore più datato, A4. L’iPhone 4s, con un prezzo più accessibile, sarà dedicato ad un pubblico di massa.

Le caratteristiche tecniche dell’iPhone 4s resteranno simili all’attuale iPhone4, mentre per quanto riguarda iPhone 5, è davvero difficile poterne stilare un profilo preciso. Certamente, come da accordi presi, Apple dovrà rispettare gli standard europei per il jack d’entrata di ricarica, pertanto potremmo vedere dei cambiamenti anche negli accessori destinati ad iPhone -vedi il dock-. La fotocamera sarà prodotta dalla Sony, con un sensore di ottima qualità e una risoluzione da 8MPx. Per ora si fanno solo supposizioni ma la verità sta per uscire allo scoperto, manca davvero poco.

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Samsung: e guerra sia all’iPhone 5

Samsung _ e guerra sia all'iPhone 5Nonostante l’iPhone 5 per ora non è che un progetto e, per gli appassionati e fedeli seguaci dell’azienda di Cupertino, non è che un sogno, la Samsung già si prepara a contrattaccare. Dopo il “trattamento di favore” che è stato riservato al Galaxy Tab 10.1 dall’Apple, grazie alla quale la vendita del sottoscritto tablet  è stata bloccata in gran parte dell’Europa con l’accusa di violazione ad un certo numero di brevetti Apple, l’azienda coreana si prepara a mettere appunto un’azione legale, già certa che che Apple violerà alcuni brevetti nella produzione dell’ultimo iPhone. Secondo quanto riportato dal Korea Times, Samsung avrebbe già avviato la causa per violazione di brevetti in Corea che potrebbe portare al blocco dell’importazione dei melafonini di ultima generazione.

”A meno che non abbiano tolto le funzioni di comunicazioni senza fili non possono vendere quel telefono senza avere infranto nostri brevetti”. Queste le parole rilasciate dai capi di Samsung seguite però, in più casi, da un discorso giustificatorio secondo il quale l’azienda coreana è stata costretta a stare in guardia e a una presa di posizione forte dagli eventi che hanno visto l’azienda di Cupertino fargli guerra e cercare di mettergli i bastoni tra le ruote in più di un’occasione. Se si dimostrerà che i capi della Samsung hanno ragione, la Apple  subirà una grande perdita sia dal punto di vista economico che dal punto di vista dell’immagine. Per ora è tutto da vedere.

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Proposta la legge anti P2p anche in Italia

proposta la legge anti p2p; per ora la messa in pratica di quest'ultima porterebbe a violare i diritti sulla privacyDopo che  in Francia è stata approvata la legge anti P2p, anche in Italia qualcosa si muove. La proposta di legge da poco presentata alla Camera dei Deputati circa l’obbiettivo di responsabilizzare gli Internet Provider sulla questione del P2p, dovrebbe solo essere approvata se non fosse per i soliti nodi che sembrano arrivare al pettine; e stavolta sono arrivati prima del solito.

Per chi ancora non avesse capito di cosa stiamo parlando spieghiamoci meglio: che cos’è il P2p? Innanzitutto l’abbreviazione P2p sta per “peer to peer” e con questo ci riferiamo al fenomeno più spesso conosciuto come “file sharing” o “scaricamento da Internet” che consente la condivisione di giochi, immagini, musica, film e tanto altro. I software che consentono di condividere tali file  sono scaricabili gratuitamente e, una volta installati sul proprio computer, creano una “cartella condivisa” sul computer dell’utente alla quale possono accedere tutti coloro che, nel mondo, utilizzano lo stesso software. Il fenomeno dell “file sharing” ha attirato l’attenzione dei media negli ultimi anni soprattutto per il problema della violazione del diritto d’autore sulla musica e sui film anche se questo, non è l’unico motivo di preoccupazione soprattutto se si considera che, a utilizzare determinati software, sono di gran lunga gli adolescenti.

Quali sono i rischi del P2p? Innanzitutto se si considera che la maggior parte dei contenuti multimediali presenti in rete sono protetti dal diritto d’autore, dal punto di vista legale chi condivide una grande quantità di contenuti del genere può andare incontro a problemi legali se non incorrere in una denuncia e nella possibilità di dover pagare i danni ai legittimi titolari dei diritti. Da un altro punto di vista, appaiono rischi i contenuti indesiderati e potenzialmente pericolosi che, a causa dei download, potremmo ritrovarci sui nostri pc, come per esempio immagini o video relative a pornografia o a scene violente spacciate per file comuni e innocui.

In seguito a queste e ad altre motivazioni, in molti Paesi è nata la legge anti p2p non ancora accettata in Italia; la proposta in questo caso prevederebbe  un provider che abbia il compito di bloccare una connessione non appena giunga la segnalazione di un illecito. Peccato però che per accedere e visualizzare i dati di un utente che viola le norme sul copyright bisogna violare i suoi diritti sulla privacy. Allora come la mettiamo?


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Google+ apre i battenti a tutti e si arricchisce di funzioni

Google apre i battenti a tutto il mondo e si arricchisce di funzioniGoogle+ (plus) è il neonato social network creato dal gigante di Mountain View, lanciato soltanto il 28 giugno 2011 in fase test e solo su invito. Almeno fino a oggi; perché oggi, 20 settembre 2011, Google+ ha aperto i battenti al mondo intero. Non sarà infatti più necessario l’invito per iscriversi. Inizialmente il social network di Google era aperto solo a giornalisti e professionisti del settore tecnologia, dando quindi a pochi eletti la possibilità di inviare degli inviti ad altri amici affinchè potessero iscriversi. Nonostante ciò, sarà per la curiosità, sarà per la fiducia riposta nella promessa di grandi funzionalità fatta dal gigante di Mountain View, in poco tempo gli iscritti sono saliti a quota 10 milioni e, ad un mese dal lancio, a 25 milioni.  Fin dal primo momento però, la nuova piattaforma di Google, ha dovuto fare i conti con il gigante blu di Zuckerberg per colpa del quale ha subito, fino ad ora, non una sola battuta d’arresto. Ma Google non si arrende e, a due giorni dall’ F8 Developed Conference (“conferenza degli sviluppatori dei social network”)durante la quale il padre di Facebook dovrebbe annunciare importanti novità tra le quali il probabile progetto volto a trasformare il gigante blu in una piattaforma di intrattenimento che avrà a che fare  con musica, libri, filtm e chi più ne ha più ne metta, gli ruba la scena, non solo rendendosi accessibile a tutti ma arricchendosi di funzioni; tra le più gettonate l’espansione di Hangouts, servizio che mette a disposizione uno spazio di condivisione di documenti di ogni tipo, di chat e videochat che consente a più persone di lavorare insieme o di “videoincontrarsi” semplicemente per gioco. Adesso tale servizio è arricchito della funzionalità in diretta” che consentirà la creazione di un gruppo più grande (fino a 10 persone) i cui membri possono essere  in videochat contemporaneamente ed interagire. Oltre ciò, a far scalpore la novità che rende disponibile la funzione “Videoritrovi” anche sui cellulari . (Tale funzione supporta dispositivi Android 2.3 e superiori con foto e videocamere: l’applicazione e’ gia’ disponibile sull’Android Market e a breve lo sara’ anche per iOS della Apple).

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Social Network in crescita esponenziale: grazie Facebook per gli oltre 200 mila posti di lavoro.

Facebook, grazie per i posti di lavoro“La gente vuole un sito con cui possa andare su Internet e curiosare sugli amici.. Facciamo un sito e mettiamoci tutto quello che vogliono..” esclama Jesse Eisenberg che nel film “The Social Network” interpreta il ruolo di Mark Zuckerberg, il creatore di Facebook, il social network numero uno al mondo. Nella realtà, d’altra parte, è proprio questo che il papà di Facebook ha fatto: ha creato quello che la gente voleva. Ha plasmato dal nulla una creatura che dal primo momento si è data da fare per conquistare il mondo e non sembra ancora volersi fermare. Oggigiorno Facebook conta circa 800 milioni di utenti in tutto il mondo e continua ad affascinare persone di ogni genere ed età. Basti pensare che solo negli ultimi 2 anni gli adulti che dichiarano di usare Facebook ed altri social network sono passati dal 26% al 47% della popolazione. In forte aumento gli utenti che appartengono alle fasce di età superiori ai 35 anni i quali hanno portato l’età media degli utilizzatori dai 33 ai 38 anni e inoltre, secondo un’analisi condotta su un gruppo di 25.000 giovani, il 38% degli utenti avrebbero un’età compresa tra i 9 e i 12 anni nonostante l’utilizzo di tali siti sia, in teoria, vietato ai minori di 13 anni. Un vero e proprio boom.

E non sbagliamo a parlare di boom riferendoci non solo al numero di utenti che Facebook possiede ma anche al nuovo mercato delle applicazioni che non smette di puntare in alto. Secondo alcuni rapporti sarebbero circa 200.000 i posti di lavoro che il mercato delle applicazioni di Facebook ha creato, 750 milioni gli utenti che ogni giorno scaricano oltre i 20 milioni di applicazioni e circa 15,71 miliardi di dollari ,i ricavi con i quali il social network contribuisce all’economia statunitense. La sola Zynga, casa produttrice di molte applicazioni quali Farmville Mafia Wars, conta un totale di oltre 2.000 dipendenti e ha un valore stimato tra i 15 e i 20 miliardi di dollari.

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Foldit: un videogame, una proteina.

Foldit _ un gioco, una proteinaCi sono videogiochi che riescono a unire la forza del cervello umano alla potenza delle macchine, e i risultati di questo studio mostrano che i videogiochi, la scienza e la computazione possono raggiungere traguardi prima impensabili” afferma Seth Cooper, uno dei creatori di Foldit, il videogioco sperimentale nato su progetto dell’Università di Washington nel 2008 con lo scopo di determinare la forma tridimensionale di alcune proteine.

Già nel 2005 era stato avviato il progetto Rosetta@home per il quale i ricercatori statunitensi avevano incitato la popolazione a scaricare sui loro computer un software che, nei momenti di inattività degli stessi computer, avrebbe lavorato per ricercare e proporre le configurazioni tridimensionali più probabili di alcune proteine ma, solo poco tempo dopo, si optò per la possibilità di porre al servizio della scienza non macchine ma menti umane, intuizioni e fu così che, esattamente 3 anni dopo, nasceva Foldit: un vero e proprio videogame online i cui partecipanti avevano la possibilità di gareggiare tra loro, anche divisi in squadre, per progettare proteine o individuare le configurazioni tridimensionali più stabili e biologicamente più probabili. Su Foldit, dopo alcuni tutorial che introducono al fine del gioco ed espongono  le dovute istruzioni d’uso, vengono periodicamente rilasciati dei puzzle di amminoacidi che rispecchiano le strutture primarie di proteine esistenti le cui configurazioni tridimensionali sono ancora sconosciute e che il giocatore può manipolare per cercare di prevedere come la struttura primaria che ha a disposizione può trasformarsi in una struttura tridimensionale funzionale. In base al progetto presentato all’utente viene attribuito un punteggio che tiene conto dell’efficacia funzionale e della probabilità di esistenza della proteina progettata che verrà più o meno tenuta in considerazione dai ricercatori.

Si dice che “l’appetito vien mangiando” e come da copione, in poco tempo, gli utenti di Foldit sono saliti a quota 57.000 ed è proprio a loro che, in poco più di 3 settimane, dobbiamo la scoperta della struttura tridimensionale di un’enzima responsabile della replicazione di un retrovirus, appartenente alla stessa famiglia dell’Hiv, il quale provoca la sindrome dell’immunodeficienza acquisita nei macachi rossi. Una grande conquista è stato scoprire che quest’enzima, nella forma proposta dagli utenti di Foldit, si mostra sensibile all’azione di farmaci antiretrovirali e potrebbe dunque dare una grande svolta alla ricerca e alla produzione di farmaci contro l’Aids. E’ il caso di parlare quindi di un videogame al servizio della scienza e di rivedere, perchè no, la celebre frase “Un gene, una proteina” di Beadle e Tatum per trasformarla in “Un videogame, una proteina“.

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Ancora gratis la linea Wi Fi sul Freccia Rossa

locandina che indica la presenza del wi fi sul freccia rossa

Telecom Italia e Ferrovie dello stato hanno deciso. La linea Wi Fi a disposizione degli utenti del Freccia Rossa sarà ancora gratuita. La linea Wi-Fi è attualmente gratuita sui convogli ad alta velocità che fanno il percorso Torino-Roma. Sarebbe dovuta passare a pagamento, ma ,probabilmente per problemi connessi alla connessione (scusate il giro di parole), è stato deciso di lasciarla libera. Per poter usufruire della linea internet, gli utenti devono collegarsi al sito di Ferrovie dello Stato e seguire le procedure di iscrizione. Sul proprio cellulare arriverà un codice di accesso tramite sms per connettersi in rete.  Questo servizio è completamente gratuito per tutti gli utenti che hanno una linea di telefono mobile italiana. Gli altri dovranno pagare la cifra simbolica di 1 centesimo.

Come dicevamo, sembra che la linea si estremamente lenta e la connessione difficoltosa. Questo probabilmente il motivo scatenante della decisione presa da Telecom Italia e ferrovie dello Stato. La promozione gratuita, infatti sarebbe dovuta cessare il 14 settembre, ma adesso è stata prorogata a data da destinarsi. Il problema di connessione deve essere serio. E’ infatti la prima volta che la data id fine promozione non viene specificata. Probabilmente portare una rete internet in Wi Fi su un treno ad alta velocità, facendo in modo che non ci siano buchi di copertura, non è un gioco da ragazzi.

Da indiscrezioni sembra che il problema che ha bloccato l’iniziativa non sia legato esclusivamente alla linea, ma anche ai costi. Come dividere i proventi? Quanto fare pagare ai consumatori per una semplice connessione? Erano stati previsti diversi prodotti a pagamento: film, giochi, servizi di mobilità, prenotazione alberghi e Taxy. Tutte cose che dovrebbero essere a disposizione sull’Home page del ‘Portale di treno ’(così viene chiamato la pagina web che si apre al momento della connessione). Bene, non ci resta che aspettare…chissà quanto però…

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Grow the Planet il network virtuale dove si zappa davvero

Sta per arrivare Grow the Planet il network virtuale dove si zappa davvero

Avete presente Farm Ville su Facebook? Grow the Planet è più o meno la stessa cosa. Solamente che in questo network le piante sono vere e vegete e… si zappa davvero! Grow the Planet nasce dall’idea di uno gruppo di italiani ed è stato presentato al Tech Crunch Disrupt che si è svolto a San Francisco. Gli ideatori italiani non sono riusciti a vincere il primo premio di 50.000 dollari, ma si sono piazzati tra i primi dieci. Risultato più che positivo visto che i più grandi investitori del web erano presenti e sicuramente la loro attenzione sarà caduta sul network.

Ma come funziona Grow the Planet? Il suo scopo è quello di far conoscere agli ignoranti in materia, tutte le modalità per coltivare l’orto, avvicinandoli alla terra e quindi aiutandoli a mangiare meglio e a proteggere l’ambiente. I Partecipanti al Network avranno a disposizione una area dove progettare il loro orto, specificando le sementi che si intende piazzare. Si possono creare delle liste di amici virtuali che ci spiegheranno come coltivare al meglio, quando seminare, come e quando innaffiare e concimare. Insomma un vero e proprio tutorial virtuale sì, ma non troppo.

Non mancheranno le informazioni in tempo reale sulle condizioni metereologiche indispensabili per chi lavora la terra. Ci sarà anche la possibilità di posizionare geograficamente l’orto, così potranno nascere comunità vere e proprie di amici e coltivatori per lo scambio fisico di informazioni e sementi vari. Il sito ha la grande capacità di coinvolgere sia esperti del settore che dilettanti, coì da avere una vera e propria funzionalità. Quindi, se volete creare il vostro orto, con questo network le cose saranno molto semplificate. Ricordate però, si deve zappare veramente, proteggere i frutti dalla grandine, innaffiare e concimare, non è Farm Ville, è terra vera. E come si dice: pensateci bene, perché “l’orto vo’ l’omo morto”.

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Google dedica il logo al padre della Vitamina C

Google dedica il logo a albert szent gyorgyi per il 118 anniversario dalla nascita

Google ha ieri dedicato il logo al Premio Nobel Albert Szent-Gyorgyi de Nagyrapolt, lo scienziato famoso nel mondo per aver scoperto la vitamina C. Il doodle (questo il termine tecnico del logo)di Google ricordava la prodezza dello scienziato ungherese con un logo che vedeva 2 arance in primo piano, testimonial perfette per la vitamina C, ma anche fragole, limoni, pompelmi e paprika. Il 16 di settembre ricorreva il 118° anniversario dalla nascita di Albert Szent-Gyorgyi de Nagyrapolt e, come è abitudine di Google, è stato ricordata questa importante data.

Il luminare ungherese ha scoperto la Vitamina C conquistando il premio Nobel per la Medicina e la Fisiologia nel 1937. Ai tempi la sua scoperta permise di sconfiggere una malattia mortale come lo scorbuto che mieteva tantissime vittime l’anno. Tutte le ricerche del Premio Nobel Albert Szent-Gyorgyi de Nagyrapolt furono improntate sulla chimica cellulare. In particolare sulla respirazione cellulare. E proprio durante un esperimento di questo tipo, lo scienziato ungherese utilizzò la Paprika. Ecco spiegato il perché della presenza della paprika nel logo Google. Venne utilizzata per verificare l’attività anti scorbutica della vitamina C.

Il premio Nobel non è l’unica onorificenza ottenuta dal maestro. Per aver combattuto, ancora ragazzo, nella Prima Guerra Mondiale, li fu riconosciuta la medaglia al valore. Albert Szent-Gyorgyi de Nagyrapolt aveva combattuto sia sul fronte russo che su quello italiano. Tornato dalla guerra si laureò e dopo aver lavorato per un certo periodo in Inghilterra, tornò a Budapest dove ottenne la Cattedra di Chimica all’Università. Qui scoprì il modo per isolare dalle ghiandole surrenali, l’acido ascorbico e aver scoperto alcune proteine. Si accaparrò anche il Premio Cameron ad Edimburgo e il Premio Lasker. Alla fine del mandato, si trasferì  negli Stati Uniti d’ America dove rimase fino alla fine dei suoi giorni.

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Intel: alla conquista del Mobile con Google Android

Intel collaborazione con Google per conquistare il MobileIntel vuole adeguarsi ai tempi che cambiano e conquistare il mercato più appetibile al momento quello del “Mobile”, grazia alla collaborazione di Google sfruttando la piattaforma Android. L’azienda parla di nuove prospettive aperte dalla collaborazione con il colosso di Mountain View e delle strategie previste per conquistare il mercato. Si parte proprio dall’Intel Developer Forum di San Francisco 2011 per spiegare il nuovo piano. Da questo palcoscenico, sono molti gli annunci fatti dal gruppo che ha deciso di cavalcare il mercato avvalendosi della preziosa collaborazione di Google. Sono i settori smartphone e tablet pc a dover essere conquistati: costituiscono infatti l’anello debole per Intel. L’idea è quella di introdurre sul mercato nuove possibilità per gli utenti derivanti dall’unione dell’esperienza di Intel con tutte le potenzialità che può offrire una piattaforma come Android.

Salutata positivamente la collaborazione con Google si profila come una grande opportunità per sviluppare tecnologie in grado di risultare efficientissimi nei consumi e dalle prestazioni ottimali. I dispositivi saranno in questo modo in grado di rimanere connessi per più tempo consumando il minimo di energia. E’ Paul Otellini a mettere le cose in chiaro definendo gli obiettivi di Intel, che sono subito apparsi molto chiari, quando è comparso sul palco del’Intel Developer Forum con il responsabile del mobile per Google, Andy Rubin.

E’ questo il settore da conquistare con i nuovi processori che hanno tutto in regola per risultare potenti ed appetibili: massime prestazioni, riduzione dei consumi, i Medfield. Una collaborazione quella con Google già avviata con Google Chrome e Google tv e che permetterà al gruppo di crescere ancora. La nuova versione dei processori sarà perfettamente compatibile con Android Gingerbread 2.3. Un altro importante segmento in cui Intel vuole inserirsi è quello degli Ultrabook: promette importanti novità tra cui  ottimizzazione dei consumi e maggiore velocità in fase di avvio grazie alle potenzialità annunciate in questi giorni da Microsoft del prossimo Windows 8.

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