Ebbene si, è arrivato finalmente il momento, per il vecchio satellite, di andare in pensione. Sulla base degli ultimi eventi e delle previsioni stimate circa l’entrata di Uars nell’atmosfera e la sua possibile caduta sul pianeta Terra è stato oggi appositamente convocato il Comitato Operativo Nazionale della Protezione Civile secondo il quale il satellite entrerà nell’atmosfera terrestre nelle prossime 48 ore, per la precisione intorno alle 13.00 di venerdì e concluderà il suo viaggio intorno alle ore 5.00 di sabato. All’impatto con gli strati più densi della nostra atmosfera, secondo la NASA, il vecchio gigante, del peso complessivo di 6,5 tonnellate, esploderà ma senza disintegrarsi del tutto: rimarranno,infatti, 26 frammenti, del peso complessivo di circa 532 chili, che cadendo si distribuiranno su una striscia lunga circa 800 chilometri. Il frammento più grande, probabilmente composto di alluminio, avrà una massa di 158 kg e toccherà il suolo con una velocità di 158 km/h mentre gli altri, più piccoli e meno veloci, saranno composti principalmente di titanio e berillio.
Studiando la traiettoria finora seguita dal satellite spaziale è stata identificata una fascia dell’Italia settentrionale di circa 200 km che potrebbe essere interessata dalla “pioggia di frammenti” e che comprenderebbe il Piemonte, la Liguria, la Valle D’Aosta, la Lombardia con le province autonome di Trento e Bolzano e, ancora, parti dell’Emilia Romagna (Piacenza e Parma), del Veneto (Verona, Vicenza, Belluno, Treviso) e del Friuli Venezia Giulia (Pordenone e Udine). Purtroppo soltanto 40-50 minuti prima dell’impatto l’area interessata si restringerà ad una decina di chilometri e alcune delle tante ipotesi diventeranno certezza; ciò significa che non sarà possibile predisporre un’evacuazione della popolazione. Nonostante tutto l‘Agenzia Regionale della Protezione Civile ha avviato una stretta e valida collaborazione col il Comitato Regionale per l’Emergenza il quale provvederà, secondo gli accordi prestabiliti, a monitorare passo dopo passo l’evoluzione del fenomeno e a tenere informati gli Enti anche dei più piccoli cambiamenti.
Dal momento, però, che non è ancora possibile escludere nessuna ipotesi si raccomandano 4 semplici regole da seguire affinché le cose si concludano nel migliore dei modi, ovvero: 1. non sostare all’aperto; 2. non permanere nei piani alti degli edifici; 3. porsi sotto architravi o murature portanti o nelle zone ad angolo delle proprie abitazioni e non al centro di solai; 4. in caso di ritrovamento di frammenti del satellite non avvicinarsi nè toccarli ma darne immediata comunicazione alle Autorità della Protezione Civile.
Ormai è quasi fatta. L’ultimissima creazione dell’Azienda di Cupertino sta per arrivare sotto gli occhi di tutti. La presentazione dell’iPhone 5, probabilmente il telefono più atteso del momento, molto probabilmente avverrà martedì 4 ottobre. A proporre tale data uno dei siti più importanti degli Usa, l’ AllThingsDigital, ritenuto tra i più autorevoli nell’anticipare notizie e tendenze delle tecnologie digitali. A rafforzare ancor di più tale ipotesi un’indiscrezione proveniente da un altro sito, il
Anche i grandi giganti che orbitano intorno al nostro pianeta prima o poi invecchiano. E’ proprio questo il caso di Uars (Upper Atmosphere Research Satellite), un signor satellite che la NASA lanciò nell’atmosfera nel 1991 per studiare l’atmosfera terrestre e in particolare lo strato di ozono. Costato 750 milioni di dollari, Uars era stato progettato per durare solamente tre anni, ma la sua missione fu ampiamente estesa dalla NASA fino a farla durare 14 anni e 91 giorni. Alla fine del 2005 l’agenzia spaziale decise di “mandarlo in pensione” perché ritenuto ormai obsoleto per cui i piccoli razzi propulsori del satellite furono azionati per un’ultima volta con lo scopo di sistemarlo in un’orbita che lo avrebbe fatto lentamente avvicinare alla Terra.





“La gente vuole un sito con cui possa andare su Internet e curiosare sugli amici.. Facciamo un sito e mettiamoci tutto quello che vogliono..” esclama Jesse Eisenberg che nel film “The Social Network” interpreta il ruolo di Mark Zuckerberg, il creatore di Facebook, il social network numero uno al mondo. Nella realtà, d’altra parte, è proprio questo che il papà di Facebook ha fatto: ha creato quello che la gente voleva. Ha plasmato dal nulla una creatura che dal primo momento si è data da fare per conquistare il mondo e non sembra ancora volersi fermare. Oggigiorno Facebook conta circa 800 milioni di utenti in tutto il mondo e continua ad affascinare persone di ogni genere ed età. Basti pensare che solo negli ultimi 2 anni gli adulti che dichiarano di usare Facebook ed altri social network sono passati dal 26% al 47% della popolazione. In forte aumento gli utenti che appartengono alle fasce di età superiori ai 35 anni i quali hanno portato l’età media degli utilizzatori dai 33 ai 38 anni e inoltre, secondo un’analisi condotta su un gruppo di 25.000 giovani, il 38% degli utenti avrebbero un’età compresa tra i 9 e i 12 anni nonostante l’utilizzo di tali siti sia, in teoria, vietato ai minori di 13 anni. Un vero e proprio boom.
“Ci sono videogiochi che riescono a unire la forza del cervello umano alla potenza delle macchine, e i risultati di questo studio mostrano che i videogiochi, la scienza e la computazione possono raggiungere traguardi prima impensabili” afferma Seth Cooper, uno dei creatori di Foldit, il videogioco sperimentale nato su progetto dell’Università di Washington nel 2008 con lo scopo di determinare la forma tridimensionale di alcune proteine.


Intel vuole adeguarsi ai tempi che cambiano e conquistare il mercato più appetibile al momento quello del “Mobile”, grazia alla collaborazione di Google sfruttando la piattaforma Android. L’azienda parla di nuove prospettive aperte dalla collaborazione con il colosso di Mountain View e delle strategie previste per conquistare il mercato. Si parte proprio dall’Intel Developer Forum di San Francisco 2011 per spiegare il nuovo piano. Da questo palcoscenico, sono molti gli annunci fatti dal gruppo che ha deciso di cavalcare il mercato avvalendosi della preziosa collaborazione di Google. Sono i settori smartphone e tablet pc a dover essere conquistati: costituiscono infatti l’anello debole per Intel. L’idea è quella di introdurre sul mercato nuove possibilità per gli utenti derivanti dall’unione dell’esperienza di Intel con tutte le potenzialità che può offrire una piattaforma come Android.