iPhone 5 : è ufficiale, la presentazione avverrà il 4 ottobre

4 ottobre: data ufficiale per la presentazione dell'iPhone 5Il tempo dei rumor e delle indiscrezioni è finito: la data ufficiale per la presentazione dell’iPhone 5 è stata fissata a martedì 4 ottobre. La conferenza stampa, come anticipato dall’autorevole All Things Digital,  avrà inizio alle ore 10:00 (le 19:00 italiane) presso il Town Hall Auditorium del Campus Apple a Cupertino e avrà come tema esclusivo il nuovo melafonino; non per altro lo slogan sarà “Let’s talk iPhone”.

Nonostante al 4 ottobre manchi pochissimo non si smette di parlare e vociferare sui possibili cambiamenti apportati all’iPhone dall’azienda di Cupertino; c’è chi sostiene che Apple si sia data un gran da fare a livello di riprogettazione e che l’iPhone 5 si presenterà all’appuntamento con un design  più sottile e affusolato, se non addirittura con uno schermo più ampio, più reattivo e potente e perchè no, montando il nuovo chip A5 dual core (come quello dell’iPad 2 ) accompagnato da un significativo aumento della memoria Ram – 1GB – ossia due volte quella dell’iPhone 4 e iPad 2. Si vocifera inoltre sul potenziamento delle funzioni di riconoscimento vocale e sul miglioramento della risoluzione della fotocamera che probabilmente raggiungerà gli 8 MPixel con funzioni di registrazione video a 1080p così da non avere rivali a riguardo.

A condurre la presentazione tanto attesa, è ormai ufficiale, sarà Timothy Cook, nuovo Ceo, che ha preso il posto del visionario guru della Silicon Valley, dimessosi lo scorso 25 agosto per i noti motivi di salute. Purtroppo il melafonino più atteso della storia si farà aspettare ancora un pò prima di arrivare nei negozi; pare vi siano stati dei ritardi nella produzione nati dalla difficoltà da parte dei terzisti asiatici di assemblare delle componenti ed è per questo motivo che quindi, molto probabilmente, la messa in commercio dell’iPhone 5 nel mondo potrebbe essere scaglionata e ritardata di qualche settimana. Suvvia, non sarà la fine del mondo aspettare un altro pò!

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Roma: Winnie The Pooh imbottiti di cocaina

A Roma, Winnie The Pooh imbottiti di cocainaNel quartiere di  San Basilio a Roma, dove dieci giorni fa è morto Ennio Lupparelli, l’anziano travolto ed ucciso da un’auto dopo aver reagito allo scippo della borsa della moglie, si svolgeva, di routine, l’ennesimo controllo anti-droga, quando, con non poca sorpresa degli agenti, durante la  perquisizione di un garage del quartiere, i cani dell’unità cinofila si sono precipitati su una catasta di orsacchiotti di peluche Winnie The Pooh. Non si trattava certo di un buco nell’acqua, anzi: gli orsacchiotti venivano imbottiti di cocaina e utilizzati dagli spacciatori della zona per il loro commercio sporco.

Oltre ai peluche, nel garage perquisito, gli agenti hanno rinvenuto anche un chilo e mezzo di cocaina, già diviso in 2.500 dosi pronte per lo smercio, bilancini di precisione ed una pistola con matricola abrasa che è stata immediatamente ritirata con l’intento di analizzarla per capire se possa essere una di quelle utilizzate nelle vicende di sparatorie registrate negli ultimi mesi nella Capitale. La perquisizione non è finita lì; gli agenti si sono infatti allargati alle abitazioni dei proprietari del garage dove, in bella vista su un comodino, un goffo salvadanaio custodiva la bellezza di 21.000 euro. Per ora sono sette i pusher arrestati, 200 le persone identificate e circa 61 i veicoli sottoposti a controllo.

Intanto il questore di Roma, Francesco Tagliente, ha firmato ieri mattina 14 proposte di sorveglianza speciale e 35 avvisi orali. Si tratta di atti che vanno ad integrare l’azione di contrasto al fronte dell’illecito, agendo sul piano della prevenzione.

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Skype: disattivati migliaia di numeri italiani

Skype: migliaia gli utenti rimasti senza voceDa due giorni, in Italia, i possessori di un numero di telefono su Skype, il servizio che consente di fare telefonate attraverso Internet, non possono nè effettuare nè ricevere chiamate. Migliaia i numeri italiani disattivati da Eutelia, la compagnia VOIP che gestiva i prefissi nazionali del servizio telefonico. Il motivo di questo gesto sarebbe probabilmente dovuto al fatto che tutti quei numeri non si attenevano alle normative imposte dal Ministero dello Sviluppo Economico; normative secondo le quali Skype si sarebbe dovuta adeguare entro la fine di agosto ( scadenza poi prorogata al 30 settembre) all’uso di prefissi adeguati. Secondo la normativa italiana infatti (come in altri Paesi europei), è possibile usare un numero solo all’interno del distretto geografico corrispondente. Gli 06 solo a Roma, per esempio. È solo una formalità in effetti che molti altri operatori VoIP risolvono scaricando la responsabilità sull’utente: al momento dell’attivazione del numero, gli fanno sottoscrivere una dichiarazione (sul web) secondo cui l’utente s’impegna a non usare il numero al di fuori del proprio distretto. Skype non si era premunita in questo modo ed era  incorsa nella scure ministeriale.

Fino a ieri non erano ancora stati trovati degli accordi ragionevoli tra Skype e Eutelia ma quello che ha stupito di più è stato che, quest’ultima, anziché attendere lo scadere del limite imposto dal Ministero dello Sviluppo Economico e poi valutare il da farsi, ha provveduto, prima del dovuto,  alla disattivazione delle numerazioni geografiche di cui essa è titolare ed attraverso le quali Skype ha fino ad oggi potuto erogare i servizi agli utenti finali.

Purtroppo il passo inaspettato di Eutelia ha creato un grosso problema specialmente se si considera che Skype, del resto, aveva già provveduto ad accordarsi con un altro fornitore di numeri in Italia, Uno Communications, sulla cui rete era pronta a trasferire tutti i numeri. Una soluzione che avrebbe permesso agli utenti di conservarli senza provocare disagi. Adesso sarà difficile riuscirci: quei numeri sono tornati risorse disponibili sulla rete e quindi potranno essere assegnati ad altri. E’ forte  il rischio, quindi, che gli utenti Skype, abbiano perso per sempre il proprio numero.

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Apple: con l’iPhone, ha creato il Vero Amore.

Apple come CupidoSe squilla vi precipitate a rispondere, non sopportate l’idea di separarvene, di trascorrere del tempo senza che sia con voi  e se, per caso, non è con voi, non vedete l’ora di riabbracciarlo. I sintomi sono chiari: è Vero Amore. Peccato che non si faccia riferimento a una persona ma all’iPhone. Potrebbe sembrare assurdo e spaventare allo stesso tempo questa passione tanto maniacale per un  oggetto uguale a tanti altri eppure un articolo pubblicato oggi sul New York Times afferma che “Il nostro rapporto con l’iPhone ha tutti i sintomi dell’attività cerebrale scatenata da quel sentimento che chiamiamo Amore”.

Sono anni che Martin Lindstrom, uno dei più grandi esperti al mondo di “seduzione delle merci” e Neuromarketing, conduce degli studi per capire come le grandi marche di prodotti di consumo possano manipolare la nostra sfera affettiva e convincerci a scegliere un prodotto piuttosto che un altro. Secondo il suo parere Apple,maestra del neuromarketing, avrebbe portato i suoi “seguaci” a provare per l’iPhone, l’iPad e per molti altri prodotti della medesima casa, sentimenti analoghi alle tossicodipendenze. Già in passato, lo stesso Lindstrom, ha utilizzato la risonanza magnetica per verificare le somiglianze tra il rapporto che abbiamo con le nostre marche preferite e il sentimento religioso scoprendo che, di fronte ai prodotti Apple così come alle moto Harley-Davidson, il cervello degli aficionados ha impulsi elettromagnetici simili a quello che un fedele cattolico prova davanti a una foto del papa.

Osservando il comportamento di molti adulti possessori di un’iPhone quelli che, per sbadataggine, lo dimenticano a casa per un’ intera giornata, “manifestano tutti i sintomi tipici della separazione da un essere amato, della deprivazione affettiva”, afferma Lindstrom; allo stesso modo, la suoneria tradizionale dell’iPone, si pone al terzo posto su un totale di 10 suoni che, al mondo, provocano emozioni forti ed intense all’ascolto. Preoccupanti o meno tali risultati, sono le statistiche che parlano e che, fino ad oggi, non li hanno mai smentiti un attimo.

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Cina: lanciato il primo modulo spaziale

Lanciato dalla  Cina il primo modulo spazialeConclusosi dopo oltre 30 anni di attività e 135 missioni il programma Shuttle della NASA finalizzato al compimento di missioni orbitali con equipaggio umano, la Cina ha compiuto un grande passo in avanti con il prototipo del primo modulo spaziale, Tiangong 1 (che significa “palazzo celeste”), del peso di 8 tonnellate, il quale è stato lanciato oggi dal Centro per il Lancio Satellitare Jiuguan, nella Provincia di Gansu, nel Deserto Gobi, con l’obbiettivo di mettere alla prova tecnologie e capacità di effettuare manovre difficili della Cina, necessarie per l’ipotetica costruzione orbitale di una propria Stazione Spaziale. La missione è stata ideata e condotta dalla China Manned Space Engineering (CMSE) , l’agenzia spaziale cinese che si prepara a fare una spietata concorrenza a Usa, Russia e Europa e che, tra i suoi piani futuri, ha appunto già quello di costruire un’ imponente stazione spaziale.

Proprio in vista del piano a cui abbiamo fatto riferimento poco fa, verranno effettuate nuove missioni, stavolta con tanto di equipaggio, affinchè modulo dopo modulo, la stazione venga ultimata in poco tempo. Questa è per la Cina la prima esperienza di docking, ovvero di assemblaggio nello Spazio, ma non per questo appare poco motivata. In poco tempo è riuscita a mettersi al passo con tutti i colossi dai grandi programmi spaziali e ad intraprendere alcune importanti e costruttive collaborazioni come quella avviata già da un pò con la russa Roscosmos.

Ad essere poco fiduciosi nei progetti della Cina sono gli USA i quali si dicono preoccupati del ruolo che a poco a poco la Cina, un Paese che a loro parere ha troppa poca esperienza nel campo spaziale, sta assumendo. “Collaborare con la Cmse comporta dei rischi- spiega Dean Cheng, membro del think tank Heritage Foundation Non conosciamo ancora abbastanza bene le politiche spaziali cinesi, e vorremmo sapere qualcosa di più sulla forte partecipazione militare al loro programma. Dobbiamo tenere gli occhi aperti”.

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Mozilla Firefox 7: primi passi verso un browser universale

Firefox 7 oggi anche per AndroidE’ ufficiale: Mozilla Firefox 7 è stato rilasciato ed è oggi disponibile per Windows, Linux, e Mac oltre a debuttare, per la prima volta, con Android, su una piattaforma mobile. Un browser universale in tutti i sensi che accorperà il mondo fisso e semimobile di Pc, desktop, laptop, tablet, netbook e smartphone in tutt’uno. In questo progetto appare chiara l’intenzione di unificare mondi che fino ad oggi sono stati lontani e, talvolta, impenetrabili gli uni agli altri così come la necessità di non fare più distinzioni, soprattutto a livello di sviluppi applicativi. Il colosso di Mountain View si è forse reso conto che in un mondo tecnologico ideale, il bravo sviluppatore deve, per ottimizzare costi e sforzi, lavorare su un unico progetto il più possibile indipendente dal sistema operativo e, di conseguenza, dal terminale.

Nonostante si faccia sempre più spazio il servizio web via applicativo, vi sono “zone” in cui, il browsing, regna tutt’oggi incontrastato e si pone come assolutamente inimitabile  e necessario. Molte sono state le modifiche e i miglioramenti apportati anche se ancora non siamo ai livelli del browser di default o di altri prodotti presenti nel market soprattutto per il mancato supporto ad Adobe Flash Player.

Tra le novità: gestione più efficiente della memoria per una navigazione più rapida e miglioramento delle performance anche in presenza di molte schede aperte; una nuova versione di Canvas con accelerazione hardware che velocizza le animazioni in HTML5 e i giochi; supporto delle specifiche dell’API navigation timing del W3C per dar modo agli sviluppatori di testare le esperienze degli utenti da remoto e di ottimizzare i siti e le applicazioni web per  diversi tipi di utenti; supporto all’API Web Sockets sia su desktop che mobile, per offrire un’esperienza web più reattiva e fruibile contemporaneamente su più piattaforme; navigazione ancora più veloce con Firefox per Android grazie al rilevamento automatico delle impostazioni di lingua del dispositivo e alla possibilità di copiare qualsiasi testo direttamente dal web e di incollarlo in messaggi di posta o in sms.

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Primo cervelletto artificiale: a testarlo piccoli topolini da laboratorio.

Cyber-topolini con il cervelletto artificiale.Risale ad oggi pomeriggio il meeting organizzato dalla  ’Strategies for Engineered Negligible Senescence‘ tenutosi a Cambridge durante il quale sono stati presentati i primi cyber-topolini con il cervelletto artificiale. Per coloro che non lo sapessero il cervelletto (conosciuto anche come l’ organo dell’equilibrio) è una parte del sistema nervoso centrale ed è coinvolto nell’apprendimento e nel controllo motorio, nel linguaggio, nell’attenzione e forse in alcune funzioni emotive come risposte alla paura o al piacere. Ha una forma ellissoidale, appiattita dall’alto in basso ed è collocato nella fossa cranica posteriore.

A condurre l’esperimento  sarebbero stati alcuni ricercatori dell’ Università di Tel Aviv ( in Israele) guidati dal professor Matti Mintz grazie ai quali potrebbero aprirsi molti nuovi importanti orizzonti nel campo della sostituzione di parti di cervello danneggiate per esempio da un ictus o da un trauma cranico. L’esperimento è stato avviato inserendo, al posto dell’organo del topolino, disattivato momentaneamente tramite anestesia, un dispositivo elettronico in grado di replicarne il funzionamento, creato analizzando i segnali emessi dal tronco encefalico al cervelletto e viceversa. Tale processo ha dimostrato che il cervello dei cyber-topolini comunica tramite elettrodi con il cervelletto artificiale dandogli informazioni sulla posizione del corpo; quest’ultimo, ricevuti gli input dal cervello, risponde a sua volta, permettendo ai topi normali movimenti. E’ importante sapere che, per ora, i movimenti a cui ci riferiamo non sono movimenti veri e proprio di quelli che immaginiamo a primo impatto ma movimenti involontari che, ugualmente, sono di pertinenza del cervelletto.

Lo scopo di tutto ciò è quello di riuscire a sostituire, mediante alcuni marchingegno creati da mani e intelligenza umane, organi veri senza che si apportino danni ai pazienti che ne hanno bisogno o che vi sia l’insorgenza di effetti indesiderati . Molti ricercatori credono fermamente nella possibilità di realizzazione di tale progetto e, specie dopo quest’ultimo esperimento andato senz’altro a buon fine, sono più che mai motivati a continuare su questa strada. Staremo a vedere gli sviluppi.

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Vodafone: parte il tour per conoscere il web e le sue potenzialità

Vodafone: parte il tour per conoscere il web e le sue potenzialità E’ partita oggi dal Competence Center di Roma l’iniziativa “In Famiglia Internet in Pillole” sponsorizzata da Vodafone e dedicata  agli over 50, parenti e amici dei dipendenti di Vodafone e delle aziende partner. Il corso prevede 30 appuntamenti in 13 diverse citta’ italiane, che vedranno coinvolte circa 400 persone; le lezioni si terranno in aule multimediali all’interno delle sedi Vodafone e dei propri partner, dove i partecipanti potranno cimentarsi fin da subito nell’utilizzo del pc, di internet e della posta elettronica e alla fine della giornata verrà rilasciato agli “studenti” un attestato di partecipazione, il materiale del corso, e, un servizio di accompagnamento attraverso il portale infamiglia.vodafone.it, dove ognuno potrà confrontarsi con un team di esperti che si occupano dei temi legati alla genitorialità, alla tecnologia e all’approfondimento dei principali temi legati all’uso responsabile dei nuovi media.

La prima tappa sarà Roma e a seguire Catania, Pisa, Napoli, Bologna, Milano, Padova, Lecce, Torino, L’Aquila, Cagliari, Reggio Calabria, e Matera. Dopo questa prima fase l’esperienza sara’ estesa su tutto il territorio nazionale, con l’intento di creare delle occasioni di incontro per avvicinare gli over 50 al mondo della tecnologia e di diminuire il più possibile il divario generazionale attuale che separa i figli della pratica dai figli del web. E’ giusto, secondo la Vodafone, che anche i più-che-adulti abbiano tutti i mezzi e le conoscenze adatte per poter usufruire di Internet e fare di questo uno strumento di crescita e di arricchimento.

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Inquinamento Atmosferico : Petrolio dalla plastica

Per fare l'albero ci vuole il seme...e per fare il petrolio ci vuole la plastica.
Moltissimi degli oggetti che ci circondano e che utilizziamo nella vita di tutti i giorni sono costituiti, almeno in parte, da petrolio; non sarebbe fantastico se potessimo recuperare il petrolio utilizzato per produrre la plastica e riutilizzarlo nuovamente? Eccome se lo sarebbe. Un processo del genere, pur non risolvendo il problema dell’inquinamento atmosferico, ridurrebbe sicuramente la dipendenza petrolifera dei paesi occidentali così come la quantità di rifiuti che si accumulano nelle discariche. La plastica, lo sappiamo tutti, non è biodegradabile e, per di più, rappresenta una “fetta” considerevole dei nostri rifiuti.

L’idea di convertire la plastica in petrolio non è nuova ma risale a qualche anno fa quando un’ azienda chimica americana, la Global Resource Corporation, aveva sviluppato un procedimento che permetteva di estrarre benzina, diesel e gas combustibile da plastiche di riciclo grazie a un grande impianto a microonde capace di erogare oltre 1200 frequenze diverse e all’aggiunta di specifici idrocarburi. Purtroppo i processi di estrazione si rivelarono troppo dispendiosi e l’impresa fu abbandonata. Oggi però, a distanza di un anno circa, l’idea è stata ripresa da un’altra azienda americana, la Vadaxx Corporation, azienda chimica con sede nel’ Ohio, la quale avrebbe eliminato anche le piccole pecche riscontrate nel progetto iniziale della Global Resource Corporation e sarebbe riuscita ad ottenere petrolio greggio di ottima qualità dai rifiuti plastici.

Il processo utilizzato è quello della depolimerizzazione termica ovvero un processo di frammentazione in cui i polimeri, molecole lunghe e complesse, vengono scisse in idrocarburi semplici e residui solidi ovvero in molecole, uguali o diverse, di peso molecolare inferiore. Tale processo è solitamente condotto in presenza di temperature elevate e  in ambienti privi di ossigeno e pare produca un greggio di altissima qualità, con un contenuto di zolfo molto più basso di quello che si trova nel petrolio estratto dai giacimenti artici. Nessuna non ci sono altri aggiornamenti eccetto che la Vadaxx Corporation, dalle pagine del suo sito, si sta già muovendo per cercare investitori che credano in questo progetto e disposti a finanziare la costruzione del primo impianto.

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Identificati almeno due luoghi su Marte che potrebbero aver ospitato la vita

Identificati almeno due luoghi su Marte che avrebbero ospitato la vitaSono almeno due i luoghi identificati su Marte che, secondo i ricercatori della Brown University (Rhode Island, USA), potrebbero aver ospitato la vita anni fa e che, quindi, potrebbero nuovamente ospitarla. Si tratta di profonde valli  situate alle pendici del vulcano conosciuto con il nome di Nili Patera e ricche di un minerale argilloso che sarebbe la prova di una passata attività idrotermale sul pianeta chiamato smectite (o silice idratata), il quale avrebbe la capacita’ di assorbire acqua o molecole organiche e che si forma, solitamente, in presenza di acqua non acida. “Queste argille si sono formate in presenza di specchi d’acqua persistenti circa 2 o 3 miliardi di anni fa, ha spiegato Janice Bishop, una delle responsabili della ricerca che lavora per l’istituto Seti (Search for Extra-Terrestrial Intelligence) e per il centro di ricerche Ames della Nasa. “Cio’ indica – ha aggiunto – che questi avvallamenti sono unici e potrebbero essere stati i luoghi piu’ ospitali di Marte in un periodo di forte evaporazione, che ha condizionato il clima dell’intero pianeta”. Da altre fonti sappiamo che circa 3,7 miliardi di anni fa, su Marte, ebbe inizio il cosiddetto periodo Esperiano che fu caratterizzato dalla formazione di pianure laviche particolarmente estese; ipotesi che si va ad incastrare perfettamente con quella sostenuta dalla Bishop.

E’ proprio in queste valli che appartengono a un complesso sistema di valli e canyon che si articola per 4.000 chilometri, arrivando a 7 chilometri di profondità e che sono state individuate nell’area detta Noctis Labyrinthus, nei pressi della Valle Marineris, che piccole forme di vita a livello primitivo potrebbero aver vissuto per un pò di tempo anche se, fino ad oggi, non è mai stata trovata alcuna prova definitiva che su Marte sia esistita una qualsiasi forma di vita. Affinché nessun dettaglio sfuggisse è stato prezioso l’aiuto del satellite americano Mars Reconnaissance Orbiter (Mro), lanciato nel 2005 dalla NASA per analizzare la superficie del pianeta e individuare i luoghi di atterraggio per le future missioni, il quale ha messo a disposizione dei ricercatori molte immagini ad alta risoluzione.

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Solo in Italia 20 milioni di persone possiedono uno smartphone. Statistiche da Google Think Mobile

Solo in Italia 20 milioni di persone possiedono uno smartphone. Statistiche da Google Think MobileSi è conclusa oggi , a Milano, la versione italiana di Google Think Mobile, il primo evento dedicato all’ecosistema Mobile in Italia durante il quale il gigante di Mountain View ha presentato una ricerca mirata a fotografare il ruolo degli smartphone nella vita degli Italiani, fornendo ad aziende e sviluppatori informazioni utili per tradurre il successo del comparto mobile in opportunità di business. Secondo statistiche condotte da Ipsos MediaCT in vista di tale evento sono circa 20 milioni gli italiani che possiedono uno smartphone e, di questi 20 milioni, il 60% degli utenti di smartphone impiega questi telefonini intelligenti ovunque: in casa (98%), fuori casa (88%), in ufficio (77%). Lo smartphone viene usato anche in parallelo con altri media, per esempio mentre si ascolta musica (47%), mentre si guarda la televisione (32%), oppure mentre si sta tenendo una seconda sessione di navigazione online effettuata tramite altri dispositivi (30%).

In parole povere gli smartphone sono diventati, in poco tempo, parte integrante della vita di molti italiani che adesso, su due piedi, non saprebbero farne a meno. Ci avreste mai creduto qualche anno fa? Molti, a questa domanda, hanno risposto di no, considerando le prime reazioni della gran parte dei nostri “Compaesani” alla nascita di questi telefonini “tuttofare”. Eppure, nonostante lo spirito tradizionalista degli italiani, la tecnologia ha avuto la meglio nel giro di pochi mesi ed ha portato la percentuale dei possessori di uno smartphone a salire enormemente e, siamo sinceri, non solo per necessità. Basti pensare che dal 2010, i possessori di un cellulare intelligente, sono cresciuti del 52% e che le destinazioni d’uso di questi “piccoli pc-portatili” si sono mostrate svariate: circa il 45% del campione considerato in esame da Ipsos usa lo smartphone per ottenere informazioni di ogni tipo via Internet, mentre il 53% semplicemente per impiegare in maniera utile pause e tempi morti; su un ennesimo campione il 25% degli utenti di smartphone accede a filmati e video ogni giorno. Spazio anche alla condivisione dei video: il 66% degli utenti pratica sharing video, il 23% lo effettua ogni giorno e, per giunta, in media, ogni utente dispone di almeno 19 applicazioni mobili, di cui quattro a pagamento.

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A casa Motorola ci si prepara a grosse sorprese: Xoom2 forse sarà dotato del nuovo sistema operativo di Google

A casa Motorola ci si prepara a grosse sorprese: Xoom2 forse presenterà il nuovo sistema operativo Android Ice Cream SandwichSi chiama Android Ice Cream Sandwich il nuovo sistema operativo che  Google renderà disponibile a fine ottobre e che potrebbe essere immesso nella dotazione software del nuovo Xoom 2 della Motorola,forse ancora in fase di progettazione dal momento che la casa alata non ha ancora fatto un annuncio ufficiale circa la nascita di un successore dello Xoom. I rumor continuano a diffondersi però e c’è chi propende per la messa in produzione di ben 2 versioni dello Xoom destinate a due clientele differenti: Motorola Xoom 2 e  Motorola Xoom 2 Media Edition. Il primo dovrebbe integrare un display da 10.1 pollici IPS e un processore dual core da 1.2GHz, seguito poi da 1GB di memoria RAM ”più veloce” e dalla possibilità di riprodurre filmati a 1080p. Nonostante lo spessore di appena 9 millimetri(contro 8.8 di iPad), il nuovo tablet Motorola sarà dotato di una porta HDMI, una micro-USB, lettore di schede SD e connessione 3G. Tra le altre novità supporterà AdobeFlash Player 11, in grado di riprodurre video in streaming anche in alta definizione su Netflix, tastiera opzionale, 2 altoparlanti stereo e 2 webcam, pennino, sincronizzazione WiFi con un altro PC e ben 11 ore di autonomia. Per quanto riguarda la seconda versione lo Motorola Xoom 2 Media Edition sarà più piccolo e compatto, dotato di uno schermo IPS da 8.2 pollici HD con tecnologia Gorilla Glass di tipo opaco, di controller IR integrato (che potrebbe servire per gestire tv o set top box) e di un subwoofer integrato. Il chassis dovrebbe essere in alluminio e magnesio così da accentuarne la leggerezza (peserebbe infatti appena 430 grammi).

Al momento non si hanno informazioni circa il lancio, il prezzo o la precisa dotazione hardware ma dal momento che mancano pochi mesi a Natale, magari, possiamo sperare che nuovi aggiornamenti piovano da un momento all’altro nonostante si dica che i due tablet siano ancora nella fase iniziale del loro sviluppo. Aspetteremo con ansia.


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Code a Catania per l’apertura del nuovo Apple Store

Code a Catania per l'apertura del nuovo Apple StoreMigliaia le persone accorse stamattina all’apertura del nuovo Apple Store di Catania che a quanto pare è il  più grande d’ Europa e il secondo nel Mondo dopo quello di Glendale. Il nuovo negozio di casa Cupertino si trova all’interno del centro commerciale più grande della Sicilia, il “Centro Sicilia”, situato a pochi chilometri dal centro di Catania ed ha riscosso un successo al di sopra delle aspettative. Code e code di persone ferme lì ad aspettare dalla sera precedente non hanno smesso di pazientare un attimo attendendo con ansia le 8.00 del giorno precedente affinché i battenti del nuovo Apple Store gli si spalancassero. “Siamo quì dall’alba – racconta un gruppo di ragazzi in attesa dell’apertura del negozio – l’Apple è una nostra passione, non potevamo mancare a questo appuntamento”.

Ad attendere la folla di appassionati e curiosoni un esperto staff che non si è persa un attimo d’animo ad accogliere il fiume di persone sopraggiunte con gentilezza, caffè caldo e bottiglie d’acqua. Su lunghe scrivanie iPad che, oltre ad essere in esposizione, vengono utilizzati per fornire informazioni utili ai clienti e un Genius bar a cui è possibile trovare dei piccoli “geni” addetti a soddisfare e chiarire tutte le curiosità, i dubbi e i desideri dei clienti, da quelli più esigenti a quelli soltanto curiosi. E ancora, recandosi in tale centro (così come in tutti gli altri Apple Store) è possibile trasferire i file del proprio vecchio computer, eseguire un set-up personalizzato o frequentare dei workshop di formazione per imparare ad utilizzare il nuovo sistema operativo Lion OSX e le centinaia di operazioni correlate disponibili.


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Facebook si aggiorna e con un click vi restituisce i ricordi di una vita.

Facebook si aggiorna e con un click vi restituisce i ricordi di una vita“Ora potete raccontare tutta la storia della vostra vita su una sola pagina”. Così ha esordito Mark Zuckerberg nel presentare Timeline, una delle molteplici novità di cui ieri ha discusso alla conferenza F8 di San Francisco” che interesseranno il gigante blu. Facebook si aggiorna, cambia, si trasforma e diventa tv, poi cinema, radio, diario segreto e album fotografico. Queste ultime due funzioni saranno implementate proprio da Timeline (cliccare/vedere per credere) una nuova interfaccia per i profili che permetterà di impaginare e catalogare secondo date successive e poi anno per anno foto, stati, link condivisi, video e ogni altro cambiamento che avverrà sulla vostra bacheca secondo una linea temporale, un ordine cronologico; vi ritroverete a possedere un diario digitale che potrete sfogliare ogni volta che vorrete e che vi ricorderà tutti i film visti, la musica ascoltata, i viaggi fatti, gli amori cominciati e poi finiti, gli amici che hanno fatto parte della vostra vita. Provate a immaginare, anche solo per un attimo, tra 10 anni, quante cose non ricorderemo più dei tempi andati; eppure con un click riappariranno nitidi tanti ricordi che Facebook avrà conservato per voi. Ovviamente sarà sempre possibile decidere quali elementi visualizzare e quali invece nascondere.

Ripercorrendo novità per novità la conferenza di ieri, non si possono non illustrare le altre novità quali Spotify grazie al quale potrete ascoltare tutta la musica che volete avendo la possibilità di condividerla con tutti i vostri amici i quali, vedranno che canzone avete nelle orecchie e potranno ascoltarla in tempo reale a loro volta. La stessa cosa avverrà per film, documentari e telefilm grazie a  Netflix. Insomma, avrete tutto a portata di click e potrete condividerlo con chi volete. Come già premesso, inoltre, il tasto “Mi Piace” lascerà il posto ai tasti letto, visto, ascoltato, cucinando, correndo... e chi più ne ha più ne metta.

Tutto ciò, è inutile negarlo, sta sollevando enormi discussioni in materia di privacy e ripropone ancora più fortemente il problema riguardante la proprietà dei dati. E’ mai possibile che una piattaforma, solo perché mette a disposizione un luogo in cui inserire e organizzare alcune informazioni, di fatto poi le possegga? In teoria non lo è dal momento che il proprietario dei dati resta colui che li ha inseriti ma in pratica Facebook ha licenza di utilizzare la quasi totalità delle informazioni inserite sulla piattaforma. Di questo passo sarà sempre più difficile stabilire i netti confini tra ciò che è solo nostro e ciò che può essere di tutti coloro che possono vederlo. Sulla questione, ironizza appunto così un’utente di Twitter.


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Da “più veloce della luce” a “più veloce dei neutrini” : Einstein in discussione.

Da "più veloce della luce" a "più veloce dei neutrini" : Einstein in discussione.Da che mondo e mondo dire che qualcuno o qualcosa è più veloce della lucevuole significare che è estremamente veloce, anzi, il più veloce dal momento che, più veloce della luce non c’è niente e nessuno; o almeno, non c’era! Perché oggi probabilmente c’è: il neutrino. I neutrini sono particelle elementari  di massa piccolissima (da 100.000 a 1 milione di volte inferiore a quella dell’elettorne) , privi sia di carica elettrica che di carica di colore la cui esistenza fu ipotizzata nel 1930 da Wolfgang Pauli che li utilizzò per spiegare lo spettro completo e la cui scoperta definitiva si deve a Clyde Cowan e Fred Reiners i quali mostrarono chiaramente alcune reazioni indotte dagli stessi neutrini durante un esperimento eseguito al reattore a fissione.

A ipotizzare che i neutrini siano più veloci della luce è stato un team internazionale di scienziati i quali hanno condotto un esperimento, denominato Cngs (Cern NeutrinoS to Gran Sasso) durante il quale un fascio di neutrini è stato lanciato dal Cern di Ginevra e ha raggiunto i Laboratori Nazionali del Gran Sasso, dell’Istituto nazionale di Fisica Nucleare coprendo una distanza di 730 km con un anticipo di 60 nanosecondi sulla velocità della luce nel vuoto. Un esperimento che potrebbe sembrare banale e invece ha lasciato tutti a bocca aperta. Forse anche lo stesso Albert Einstein all’altro mondo. A guidare il team un italiano, Antonio Ereditato il quale afferma: ”Abbiamo passato sei mesi a rifare i calcoli. Per giustificare la discrepanza sono stati presi in considerazione persino la deriva dei continenti e gli effetti del terremoto dell’Aquila del 2009 ma vogliamo che altri colleghi possano verificarli e confermarli.”

Per ora i risultati di questo esperimento saranno presi, come si è soliti  dire, “con le pinze” ma qualora tale ipotessi si rivelasse veritiera, che dire, niente più teoria della relatività e quindi addio ad uno dei più grandi pilastri della Fisica basata sulla struttura di spazio-tempo con un totale di 4 dimensioni ( 3 di spazio e una di tempo) e sul “principio di causalità”. Sarebbe “una scoperta clamorosa”, come afferma il Centre national de la recherche scientifique francese, oppure non lo sarebbe per niente, come dice Erasmo Recami dell’Università di Bergamo (ricercatore e studioso di questi fenomeni dal 19970) il quale afferma che «Tanto la meccanica quantistica quanto la fisica classica predicono che [in alcune condizioni, n.d.a.] la velocità media di un pacchetto di onde [...] diviene superluminale [superiore a quella della luce, n.d.a.]. La verifica sperimentale venne nel 1992 da Colonia, e l’anno successivo da Berkeley: e suscitò vastissima eco. [...] Le nostre previsioni erano che [...] la velocità del pacchetto di onde nella zona intermedia tra due barriere fosse infinita: e un esperimento condotto nel 2002 al Politecnico di Milano l’ha confermato! (“Physical Review” E65, n. 046610).»

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