La rivolta di Londra corre sui social network
Londra è scossa tra tremendi attacchi di vandalismo, che si propagano ovunque nella città, diffondendosi a macchia d’olio in molte zone della capitale britannica, da quelle più esterne e periferiche fino alla centralissima Oxford Street. Sembra non risparmiare nessun luogo la rivolta che in queste ore sta sconvolgendo la capitale britannica, quella contro la quale il primo ministro David Cameron ha promesso il pugno di ferro. Ma secondo alcuni, la protesta di Londra, iniziata in seguito all’uccisione di Mark Duggan, vivrebbe e si alimenterebbe anche sui social network.
Sono in tanti infatti che iniziano a sparare a zero sui vari Twitter e Facebook. Addirittura la BBC si chiede se i social network non siano da biasimare per questo motivo. Sul sito della nota TV britannica sono stati riportati infatti dei tweets che lasciano poco all’immaginazione. D’altra parte sono stati proprio i social network che hanno riempito quei vuoti informativi creati dai media classici, come le TV. Sui social, Twitter in particolare, si cercano fonti fresche ed aggiornate sulla situazione.
Parlando sempre di social network, inoltre, nelle ultime ore nasce l’accusa verso il servizio Blackberry Messenger. Praticamente si tratta di un servizio che possono usare gli utenti di questi noti smartphone, prodotti dall’americana RIM, per scambiarsi messaggi al riparo da occhi indiscreti. Basta infatti comunicarsi un PIN identificativo per avere accesso ad una sorta di chat privata, in cui nessun può andare a curiosare. Sembra che gli spostamenti dei rivoltosi siano stati organizzati proprio tramite questo servizio di messaggistica istantanea. Lo stesso servizio è stato usato da Duggan per comunicare alla propria ragazza di essere seguito e braccato dalla polizia.
La RIM ha subito preso le distanze da quanto sta accadendo a Londra e ha fatto sapere di essere pronta a schierarsi dalla parte delle forze dell’ordine, nel tentativo di fermare questa assurda ondata di violenze.
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